“Accogliere i migranti a braccia aperte”. Ecco l’imperativo morale di Papa Francesco

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Impossibile ormai stare al passo con Papa Francesco sul tema migranti. Se infatti qualche tempo fa, le parole del pontefice a favore dell’accoglienza potevano fare scalpore e suscitare la reazione dei media, oggi ormai l’atteggiamento misericordioso e caritativo di Bergoglio nei riguardi dei migranti è una costante del suo pontificato (e suscita purtroppo ancora mal di pancia a qualche cattolico “lumbard”).

Vogliamo quindi celebrare la fratellanza tra il Papa e i migranti, non con le parole (se ne sono già dette tante), ma con una piccola fotogallery (Bologna, 1 ottobre 2017), che speriamo susciti in noi una sana voglia di emulazione. L’incontro con i fratelli di tutto il mondo non può che passare attraverso il dialogo.

Pope Francis wears a yellow plastic ID bracelet as he shakes hand with a man during a visits at a migrant's reception centre during a pastoral visit in Bologna, Italy October 1, 2017. Osservatore Romano/Handout via Reuters ATTENTION EDITORS - THIS IMAGE WAS PROVIDED BY A THIRD PARTY. NO RESALES. NO ARCHIVE. TPX IMAGES OF THE DAY
Osservatore Romano/Handout via Reuters
Pope Francis wears an identification bracelet as he shakes hands with with migrants at a regional migrant center, in Bologna, Italy, Sunday, Oct. 1, 2017. Pope Francis is in Cesena and Bologna for a one-day visit. (ANSA/AP Photo/Luca Bruno) [CopyrightNotice: AP]
(ANSA/AP Photo/Luca Bruno) [CopyrightNotice: AP]
Pope Francis leaves after visiting a regional migrant center, in Bologna, Italy, Sunday, Oct. 1, 2017. Pope Francis is in Cesena and Bologna for a one-day visit. (ANSA/AP Photo/Luca Bruno) [CopyrightNotice: Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.]
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Pope Francis poses for a selfie as he arrives at a regional migrant center to meet youths from Africa, in Bologna, Italy, Sunday, Oct. 1, 2017. Pope Francis is in Cesena and Bologna for a one-day visit. (ANSA/AP Photo/Luca Bruno) [CopyrightNotice: Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.]
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Pope Francis delivers his message at a regional migrant center during his meeting with youths from Africa, in Bologna, Italy, Sunday, Oct. 1, 2017. Pope Francis is in Cesena and Bologna for a one-day visit. (ANSA/AP Photo/Luca Bruno) [CopyrightNotice: Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.]
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Per approfondire:

http://www.lastampa.it/2017/09/27/vaticaninsider/ita/vaticano/il-papa-accogliamo-gli-immigrati-a-braccia-aperte-e5kYvUUD9oyAF3c2WL816H/pagina.html

Servono tutori per minori non accompagnati. Vuoi fare una buona azione?

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E’ stato pubblicato il 19 luglio scorso sul Bollettino ufficiale di Regione Lombardia (Burl) l’Avviso aperto ad evidenza pubblica per la selezione, la formazione e l’iscrizione negli elenchi dei tutori volontari per i minori stranieri non accompagnati della Lombardia come previsto dalla legge del 7 aprile 2017.

La procedura è finalizzata al reclutamento di volontari che si candidano a esercitare gratuitamente la responsabilità genitoriale per i minori già presenti o in ingresso sul territorio nazionale. Si tratta, come specificato nel bando, di cittadini che dovranno non solo farsi carico della rappresentanza giuridica ma promuovere anche una sorta di “genitorialità sociale” e di cittadinanza attiva, vigilare sul benessere psico-fisico del tutelato, amministrare l’eventuale patrimonio, seguire percorsi formativi, scolastici ma anche di ricongiungimento famigliare dei minori non accompagnati. Possono candidarsi (non è fissato un termine per la presentazione delle domande) i cittadini che abbiamo compiuto il 25° anno di età. I candidati dovranno sostenere un colloquio di idoneità.

Ad oggi, nonostante il clima pesante che condiziona qualsiasi iniziativa a favore dei migranti, pare che vi sia stata una pronta risposta da parte di numerose famiglie italiane.

Per approfondire

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/un-tutore-per-i-ragazzi-che-arrivano-da-soli

“Fedi in gioco”, al cinema ‘S. Amanzio’ di Travedona tre appuntamenti per riflettere sul senso del credere

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domenica 08 ottobre 2017 – ore: 21.00 – MY AUSTRALIA

In collaborazione con ACEC e RELIGION FOR PEACE e I CARE, il ciclo “FEDI IN GIOCO” promuove il dialogo religioso con il cinema. In MY AUSTRALIA (di Ami Drozd, Israele, 96`) siamo in Polonia, 1960. Il piccolo Tadek e suo fratello, cresciuti come cattolici, fanno parte di una banda antisemita. Quando vengono arrestati, la madre, sopravvissuta all`Olocausto, non ha altra scelta che rivelare al maggiore che in realtà sono ebrei. Dicendo a Tadek che sono diretti in Australia, la terra delle sue fantasie, la famiglia si imbarca per Israele. Un dramma tenero e divertente basato su esperienze personali del regista.

domenica 22 ottobre 2017 – ore: 21.00 – SLOR e MARIAM

Due cortometraggi: SLOR di Charlotte Schioler, Francia,Danimarca – 2014 corto, 17min e MARIAM di Faiza Ambah, EAU,Francia,Arabia,USA,Qatar 2015 45 min

SLOR rivelazioni, pluripremiato, spiazzante cortometraggio su quello che ci attende quando ci mettiamo letteralmente nei panni dell`altro. Nella francia del XXI secolo le sfide inedite della convivenza in un mondo profondamente trasformato dai fenomeni migratori sullo sfondo delle tensioni tra le forze opposte della secolarizzazione e del ritorno al sacro. Sono le stesse coordinate entro cui prende forma la ribellione di MARIAM, adolescente di origine araba che a scuola non vuole togliere il velo come impone la legge francese.

domenica 12 novembre 2017 – ore: 21.00 – AGNUS DEI

In AGNUS DEI (di Anne Fontaine. Con Lou de Laâge, Agata Buzek, Agata Kulesza, Vincent Macaigne, Joanna Kulig. Drammatico, durata 115 min. – Francia, Polonia 2016) Mathilde Beaulieu è una giovane dottoressa francese della Croce Rossa in Polonia nel 1945. Quando una suora polacca, cerca il suo aiuto, Mathilde la segue nel convento di benedettine, dove scopre che molte di loro, violentate dai soldati russi nel corso di una violenta irruzione, sono rimaste incinte e sono sul punto di partorire. Tenuta al segreto professionale, cui si aggiunge quello imposto dalla madre superiora e dalla situazione, Mathilde fa visita al convento di notte, esponendosi a non pochi rischi, e supera gradualmente la paura e la diffidenza delle monache, arrivando a stabilire con una di loro, Suor Maria, uno scambio profondo.

Ingresso 3€ a tutte le proiezioni

Domenica ci vediamo a Varese per la sesta marcia interreligiosa per la pace. Obiettivo: salvare il pianeta

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CUSTODIAMO LA TERRA INSIEME

6° MARCIA INTERRELIGIOSA DELLA PACE

VARESE GIARDINI ESTENSI, 24 SETTEMBRE 2017 ORE 14,30

Programma

Ritrovo ai Giardini estensi alle 14,30. Partenza della marcia verso le 14,45. Ritorno ai giardini verso le 15,45 dove ogni tradizione religiosa porterà il proprio contributo sul tema. In caso di pioggia la marcia partirà da piazza Repubblica verso le 15 e terminerà alla sala Montanari in via dei Bersaglieri, 1

Il cambiamento climatico e l’inquinamento ambientale rappresentano una grave minaccia per la vita umana. Ciascuno di noi assiste a fenomeni sempre più frequenti di siccità, inondazioni e disastri naturali che non conoscono confini di stato. Sono questioni di portata mondiale che possono solo aggravare problemi globali di povertà, migrazione e conflitti.

Lo sviluppo costruito sull’uso non sostenibile delle risorse naturali è la causa di tutto questo e avrà conseguenze sempre più devastanti, se non ridurremo le emissioni globali di gas a effetto serra.

La terra non è una merce, ma la nostra casa, che siamo chiamati a custodire e salvaguardare.

I testi sacri e gli insegnamenti religiosi sono ricchi di inviti a curare e proteggere l’ambiente, affinché le nostre azioni possano consegnare un pianeta migliore alle generazioni future.

Per evitare una crescente crisi ecologica, occorre una conversione personale e collettiva dei nostri stili di vita in modo da trasmettere un nuovo modo di vedere e vivere la Terra.

Utilizziamo le nostre risorse spirituali, per educare e ispirare un legame religioso più profondo con l’ambiente che ci circonda.

Oggi condividiamo sia l’impegno a custodire la Terra, che la responsabilità morale di portare questo messaggio nelle nostre comunità e nelle nostre città.

Varese 1 settembre 2017 (giornata mondiale di preghiera per il creato) In collaborazione col Comune di Varese

Partecipano: Chiese Cristiane (Battista, Cattolica, Luterana, Metodista e Ortodossa Rumena) di Varese, Comunità Baha’i Varese, Comunità Induista Saronno, Comunità Islamica di Varese, Comunità Sikh Varese, Gruppo Buddista Soka Gakkai Varese

Aderiscono: Associazione Costruttori di Pace Luino, Associazione Estro-versi Varese, Associazione I care Travedona Monate, Associazione Laici Missionari Comboniani (Combinazione), Associazione provinciale Pakistani Varesini, Associazione Senegalesi e Simpatizzanti della provincia di Varese, Comitato per la Pace e la Convivenza Sesto Calende, Comunità Filippina di Varese, Coopuf Iniziative Culturali, Gruppo Impegno Missionario Luino (GIM), Gruppo Radici dell’Olivo, Legambiente Varese, Movimento Ubuntu, Pax Christi Tradate, Sermig Varese.

Facebook è morto, oggi c’è Fakebook

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Un momento della manifestazione dei movimenti per l'abitare e dei migranti ex occupanti del palazzo di via Curtatone scesi di nuovo in piazza con un'assemblea pubblica in via di Ripetta, nel cuore di Roma, 7 Settembre 2017. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI
Un momento dello sgombero dei migranti ex occupanti del palazzo di via Curtatone a Roma, 7 Settembre 2017. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

 

Tempi duri per i migranti. Le ultime settimane hanno visto un’inaudita recrudescenza dei moti di insofferenza e violenza nei confronti dei migranti. Non c’è verso di far capire alla gente come viviamo in una grande (ir)realtà virtuale dell’informazione, dove le fake news spopolano proprio perché i media stessi sono falsi. Da Facebook a Fakebook. La lotta, per una corretta informazione, diventa sempre più dura e impari. Ma non dobbiamo mollare, perché comunque vada, vincitori e vinti saremo tutti travolti da questo flusso di esseri umani (assolutamente da vedere il documentario “Human Flow” del genio cinese Ai Weiwei). In realtà è una “Human flood”, un’alluvione che è solo all’inizio, e non si fermerà certo coi muri e coi cannoni.

Bisogna vaccinarsi, altrimenti si diventa dei mutanti senza accorgersene. Bisogna leggere notizie etiche, cioè vere. Vogliamo aiutarvi consigliandovi la lettura di due articoli importanti sui migranti pubblicati dal quotidiano cattolico “Avvenire” in questi giorni.

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/aiutiamoli-a-iniziare-da-casa-nostra

https://www.avvenire.it/attualita/Pagine/camera-presidente-boldrini-campagne-odio-disinformazione-sui-migranti


Cent’anni fa “L’inutile strage” di papa Benedetto XV

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Cento anni fa, un modo nuovo di intendere la pace comparve sulla scena pubblica del mondo contemporaneo. E poche affermazioni tratte da documenti pontifici hanno avuto una così grande influenza storica come quella scritta da Benedetto XV il 1° agosto del 1917, quando, a tre anni dallo scoppio della prima guerra mondiale, si appellò ai «capi dei popoli belligeranti» per fermare un conflitto sanguinoso che «ogni giorno più» appariva «come un’inutile strage». Oggi ricordiamo quel documento, e in particolare quelle parole, come una delle poche luci di intelligenza, di umanità e di realismo politico uscite nei quattro di guerra”.

Benedetto XV condanna inequivocabilmente la guerra

In quella lettera, che evocava il «suicidio» dell’Europa in cui «una follia universale» stava producendo una orribile carneficina, il Papa chiedeva in modo nettissimo una «pace giusta e duratura» che potesse affermarsi grazie ai più importanti strumenti diplomatici del tempo: la richiesta di un arbitrato internazionale, la reciproca restituzione di alcuni territori e la necessità impellente di un disarmo. Di fatto, Benedetto XV chiedeva di sottomettere la «forza materiale delle armi» alla «forza morale del diritto».
Per saperne di più:

Uno scrittore contro la violenza che spopola nel web

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Il web -anche questo lo sosteniamo da tempo- scatena gli istinti peggiori. Soprattutto i social dove ognuno, protetto dall’anonimato (o quasi) può dare la stura alla più bassa volgarità accompagnandola, spesso, con insulti e violenza. Insomma, i social sono la maschera che ciascuno di noi può indossare a costo zero e sentirsi onnipotente. Lo aveva detto Umberto Eco nel 2015, ricevendo la laurea honoris causa in Comunicazione e Media all’Università di Torino: “I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel”.

C’è chi però va controcorrente e, senza aver paura di sembrare un Don Chisciotte che lotta -inutilmente- contro i mulini a vento, affronta da par suo gli hater (così sono chiamati i violenti) del web. Si chiama Paolo Di Paolo, è uno scrittore e quotidianamente, cerca di dialogare con gli intolleranti che inondano di provocazioni i social. Andatevi a leggere il suo racconto, davvero molto interessante.

http://www.repubblica.it/politica/2017/07/21/news/i_razzisti_del_web_il_mio_dialogo_con_gli_intolleranti-171286862/

I migranti (regolari) servono a far crescere il PIL

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Vi ricordate l’incontro organizzato nel dicembre 2015 dalla nostra associazione dal titolo “Gli immigrati fanno crescere il PIL”? Ebbene, la nostra non era una facile boutade, ma un’affermazione sostenuta dai dati che già all’epoca erano positivi riguardo al contributo che i “non-italiani” (purtroppo, diciamo noi) danno alla crescita economica del nostro Paese. Già allora i dati delle Camere di commercio in Lombardia registravano, per la prima volta, il sorpasso delle imprese “straniere” su quelle “italiane”. Nel senso che i titolari della maggioranza delle imprese lombarde con partita IVA sono in realtà immigrati.

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In questi giorni c’è stata anche la clamorosa, e ulteriore, conferma da parte del presidente dell’Inps Tito Boeri: degli immigrati regolari non possiamo fare a meno. Fino ad ora «ci hanno “regalato” circa un punto di Pil di contributi sociali». Davanti alla Commissione d’inchiesta sui migranti della Camera, Boeri torna a ribadire come il supporto del flusso migratorio regolare sia insostituibile: «Nonostante oggi l’attenzione sia concentrata sugli sbarchi crediamo sia importante dare conto dell’aiuto che può dare l’inserimento degli stranieri nel nostro mercato del lavoro». Ammonta a 8 miliardi il valore dei contributi sociali versati ogni anno dagli stranieri che vivono e lavorano nel nostro Paese. In cambio ne ricevono tre – in termini di pensioni e altre prestazioni sociali – con un saldo netto di circa 5 miliardi.

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I migranti non ci rubano il lavoro, ma sono un guadagno (per noi)

Riconoscere questa evidenza non significa però alimentare il falso mito dei migranti “ladri di lavoro”. Per Boeri sembra difficile «ipotizzare che la fuga dei giovani dall’Italia possa essere dovuta alla competizione sul mercato del lavoro con gli immigrati». Tant’è vero che «i lavoratori regolarizzati con le sanatorie non hanno sottratto opportunità ai loro colleghi». L’effetto è dunque molto piccolo e riguarda unicamente i lavoratori con qualifiche basse. Non ci sono invece effetti per i lavoratori più qualificati, né in termini di opportunità di impiego né di salario». Senza contare che «esiste un gap salariale di circa il 15% a svantaggio degli immigrati».
Per il momento, quindi, gli immigrati rappresentano un guadagno, non una perdita e contribuiscono a migliorare il saldo naturale (negativo) della popolazione italiana. Bisogna poi aggiungere che il loro sostegno al sistema previdenziale rimarrebbe fondamentale «anche nel caso venissero introdotte delle politiche efficaci per l’aumento del tasso di fecondità delle donne italiane». E comunque, è l’opinione di Boeri, pur tornando al tasso di natalità del periodo del baby boom, ci vorrebbero vent’anni prima che questo si traduca in incrementi della platea dei contribuenti.

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I migranti vanno regolarizzati, altrimenti cresce il lavoro nero

Se a questo si aggiunge l’impossibilità di convertire il permesso per richiesta di asilo politico in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, il risultato è l’aumento del numero di immigrati che lavorano in nero. I numeri dell’Inps non bastano, però, a convincere Salvini: «Gli immigrati ci pagano le pensioni. Fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Servono più immigrati. Tito Boeri vive su Marte», reagisce indignato il leader del Carroccio. Altri politici la pensano diversamente: «È un’opportunità che va rafforzata, pensando anche ad una loro regolarizzazione per motivi di lavoro. Senza queste possibilità il nostro Paese sarebbe condannato a subire i costi fissi della gestione dei flussi senza godere dei benefici».

Grande successo per il Cenaforum 2017

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La fortunata “formula” che unisce cinema&cibo, quest’anno dedicata all’Europa dell’Est, ha riscosso l’apprezzamento di tutti i soci partecipanti. Qui di seguito, qualche immagine suggestiva delle tre serate che hanno visto protagoniste le tradizioni gastronomiche di Polonia, Bulgaria e Ucraina.

Polonia

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Bulgaria

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Ucraina

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