Barcellona vuole i rifugiati. E scende in piazza per “ottenerli”

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epa05802462 Thousands of people march under the slogan 'Stop excuses. Let's take in now' during a demonstration organized by entities supporting the campaign 'Casa Nostra, Casa Vostra' (lit: Our Home, Your Home) to call for the reception of migrants and refugees in Barcelona, northeastern Spain, 18 February 2017. EPA/ALBERTO ESTEVEZ

Oltre 160mila persone, secondo la polizia (circa 500mila secondo gli organizzatori), hanno partecipato a una manifestazione a Barcellona per chiedere che il proprio Paese accolga «da adesso» le migliaia di rifugiati che si era impegnata ad ospitare nel 2015. La sindaca di sinistra della seconda città spagnola, Ada Colau, aveva lanciato un appello ai manifestanti a «riempire le strade» in questa marcia intitolata «noi vogliamo accogliere» («volem acollir», in catalano). Visti i tempi, un corteo davvero controcorrente, che ci sentiamo di sostenere.

http://www.lastampa.it/2017/02/18/esteri/barcellona-scende-in-piazza-vogliamo-i-rifugiati-7QPB7Xy9kwUZ12Bh8J0UCI/pagina.html

Giornata mondiale contro la tratta di persone

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8 febbraio 2017

Il 90% dei migranti arrivati in Europa negli ultimi anni è vittima dei trafficanti di esseri umani. Molti di loro sono ridotti in condizione di vera e propria schiavitù per lo sfruttamento sessuale e lavorativo. Nel mondo sono tra i 21 e i 35 milioni le vittime di tratta e lavoro forzato. E in Italia il fenomeno riguarda dalle 50 alle 70 mila donne costrette a prostituirsi e circa 150 uomini, in gran parte giovani migranti, sfruttati per il lavoro forzato. Sono i nuovi schiavi del XXI secolo.

Se vuoi saperne di più vai su:

http://www.iexist.it/wp-content/uploads/2017/01/INFOGRAFICA_trafficking_2017_Mani_Tese_HQ.pdf

Due nuovi libri su don Milani

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A cinquant’anni dalla morte di don Lorenzo (e altrettanti dalla prima edizione di “Lettera a una professoressa”), sono uscite a breve distanza l’una dall’altra due nuove pubblicazioni su don Lorenzo Milani: “Don Milani, l’esilio di Barbiana di Michele Gesualdi, San Paolo Edizioni; e “Don Lorenzo Milani, prete, maestro e cittadino” di Giancarlo Loffarelli, Pazzini Editore. Invitiamo ovviamente tutti i nostri soci alla lettura. Soprattutto il libro di Gesualdi mostra tutto l’affetto del discepolo nei confronti del maestro e rivela anche inedite tenerezze del priore (del quale, sovente a ragione, si mostrano solamente i lati più ruvidi). ai seguenti link recensioni e approfondimenti:

http://www.famigliacristiana.it/articolo/don-lorenzo-milani-lesilio-di-barbiana.aspx

http://www.adista.it/articolo/56987?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=google_mail&utm_source=email

I migranti? Ospitateli a casa vostra!

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L’appello lo ha lanciato il Comune di Milano: si cercano volontari che ospitino per un periodo un immigrato. Un esempio virtuoso da seguire, ma il nemico dell’accoglienza è la paura

Quante volte ci siamo sentiti dire: “Vuoi ospitare gli immigrati? Allora portali a casa tua”. Ma spesso è la paura a frenarci. Chi mi metto in casa? Uno sconosciuto che non so da dove viene e che cosa può fare? Come si gestisce una persona che probabilmente ha subito dei traumi? E come si conciliano le differenze culturali? C’è qualcuno che queste paure le ha superate con l’aiuto e l’assistenza di cooperative e associazioni (tra cui Refugees Welcome Italia). Il Comune di Milano, con l’assessore al welfare Pierfrancesco Majorino, ha avviato un progetto per cercare famiglie disposte a ospitare i migranti, con un contributo di 350 euro al mese. Hanno risposto all’appello 50 famiglie.
Ad esempio, a Milano, la famiglia di Elisa Accornero, psicologa che, insieme al marito Francesco ha aperto la porta a Banta (nella foto sopra), ragazzo ghanese con i rasta e il sorriso trascinante.  Il rischio più grosso che ha corso? «Quello di pensare a Banta come a una vittima. Se pensi di accogliere una vittima ti metti in una posizione sbagliata, gli togli potere e rispetto; e poi non tutti scappano da una guerra. Sono esseri umani in cerca di una strada, non per forza vittime di qualcosa».
Il vero banco di prova è la convivenza. «Bisogna accettare tutte le parti dell’altro, non solo l’aspetto fragile e debole. Se ti senti superiore, alla prima volta che ti lascia i piatti da lavare ti incavoli, perché pensi di essere in credito».

Leggi tutto l’articolo:

http://www.iodonna.it/attualita/famiglie/2016/12/05/migranti-ecco-le-famiglie-che-li-hanno-portati-a-casa/

http://refugees-welcome.it/

Ebree, musulmane e cristiane insieme per la Pace

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In Israele è avvenuto un piccolo grande miracolo quasi completamente ignorato dai Media: migliaia di donne ebree, musulmane e cristiane hanno camminato per 200 km insieme per la pace verso Gerusalemme. Alla marcia ha preso parte anche l’attivista liberiana e premio Nobel per la pace 2011, Leymah Gbowee. Nel nuovo video ufficiale del movimento Women Wage Peace, nato in Israele nel 2014, la cantante israeliana Yael Deckelbaum canta la canzone Prayer of the Mothers, “La preghiera delle Madri”, insieme a donne e madri di tutte le religioni, mostrandoci che la “musica” sta cambiando e deve cambiare. Un miracolo tutto al femminile che vale più di mille parole…

http://kabbaland.com/MLH/la-preghiera-delle-madri-ebree-musulmane-cristiane/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/08/ebree-musulmane-e-cristiane-in-marcia-per-la-pace-un-video-e-una-canzone-per-levento-in-israele/3245754/

L’ex presidente dell’Uruguay Mujica: nella vita conta vivere in sobrietà e perseguire la pace

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Universita Statale, presentazione del libro Una Pecora Nera al Potere, con Sepulveda, Petrini, Mujica (Luca Matarazzo, Milano - 2016-11-07) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate
Universita Statale, presentazione del libro Una Pecora Nera al Potere, con Sepulveda, Petrini, Mujica

 

“Il messaggio del Papa è importante anche per un non credente come me”

Aula magna strapiena e tutto esaurito domenica scorsa (6 novembre) in università Statale a Milano per l’incontro ‘A proposito della felicità’, dialogo a
tre tra l’ex presidente Uruguayano Jose ‘Pepe’ Mujica, lo scrittore Luis Sepulveda e il presidente di Slowfood Carlo Petrini. Una riflessione sulla felicità, e sulle vite e le esperienze dei partecipanti e la presentazione del libro ‘Un’idea di felicità’ scritto a quattro mani da Sepulveda e Petrini. Un’iniziativa accolta con calore da un pubblico entusiasta, che all’ingresso di Mujica ha intonato cori e canti e sventolato bandiere, e alla quale è presente tra il pubblico anche il sindaco Giuseppe Sala, che prima dell’inizio dell’evento ha incontrato i suoi protagonisti.

“Il messaggio del Papa è importante  anche per un non credente come me, che comunque rispetta profondamente tutte le religioni, il bisogno di trascendenza che proviene, in diverse forme, dall`essere umano, e che oggi viene anestetizzato o pervertito”. Lo afferma l`ex presidente dell`Uruguay, José “Pepe” Mujica, che ha partecipato ieri, dopo una lezione pubblica al teatro Palladium nel quartiere romano della Garbatella, all’incontro del Papa con i movimenti popolari. Francesco, afferma in un’intervista al manifesto Mujica, che conosce da tempo Jorge Mario Bergoglio, “parla della solidarietà in un mondo che vuole costruire muri e che dobbiamo ricominciare a praticare: abbiamo già avuto un Hitler e potremmo ritrovarci un Trump, e anche Clinton non è proprio una signora di sinistra”.

“Sono figlio di migranti, mia madre era italiana, ma ora questa Europa si dimentica da dove viene, pensa che si devono costruire i muri, respingere chi arriva alle frontiere”, afferma Mujica.

“La solidarietà non è un atto benefico, ma capire che se la fatica della donna africana in cerca di acqua, mi riguarda. Oggi, invece siamo prigionieri di una ragnatela che ti presenta le cose al contrario, ti rende dipendente dal possesso compulsivo di oggetti. Bisogna mettere dei limiti, vivere con sobrietà. Non
dico con austerità, perché la parola può far pensare all`austerità imposta dal capitalismo, dai piani di aggiustamento strutturali. Dico, però, che tante cose non ci servono, ci serve piuttosto recuperare tempo. La politica è insita nel nostro essere sociali, del vivere in società. E si deve scegliere: per passione, però, non per denaro. Se proprio uno ci tiene ad accumulare denaro, meglio che si dedichi al commercio, agli affari. Chi fa politica deve vivere come vive la maggioranza del popolo. Il Papa dice queste cose. Il suo è un messaggio politico.

Aiuta a interrogarci sulla globalizzazione, sulla necessità di un cambiamento strutturale, accoglie le ragioni di un`umanità dissidente non inclusa che vuole contare nelle decisioni. Usa la mistica e le risorse della Chiesa per diffondere un messaggio universale contro le disuguaglianze, la guerra. Il marxismo, certo. Non posso però dimenticare quel che mi disse una volta un compagno, tornando dai paesi dell`est: hanno lo sguardo spento”.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/11/06/news/pepe_mujica_uruguay-151459188/?ref=HREC1-14

5° marcia interreligiosa per la Pace

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LE RELIGIONI SUL CAMMINO DELLA MISERICORDIA

Varese, 2 ottobre 2016

Quest’anno la marcia è ritornata al Sacro Monte di Varese affiancandosi ad un’iniziativa partita da mons. Erminio Villa in occasione dell’anno giubilare dedicato alla misericordia. Molte associazioni hanno aderito e fra esse anche I Care ha continuato a sostenere e ad aiutare il gruppo interreligioso nella realizzazione. Si è registrata una partecipazione di oltre 300 persone, fra loro un folto gruppo di rifugiati che hanno animato il cammino con l’ausilio di alcuni attori e di un coro della Costa d’Avorio. Giunti alla balconata si sono ascoltati gli interventi dei rappresentanti delle diverse religioni. Da sottolineare l’eccezionalità della testimonianza cristiana: un testo unico concordato da battisti, cattolici, luterani, metodisti ed ortodossi rumeni, un testo unico fatto a una sola voce. Da segnalare la presenza di Bruno Segre, voce ebraica, che ha portato l’esperienza del villaggio di Nevé Shalom/Wahat al-Salam, dove vivono insieme famiglie ebree e arabo-palestinesi. Gli altri contributi sono stati ad opera della comunità Baha’i, di quella buddista e di quella musulmana.

“…Abbagliati dal materialismo e illusi dalla tecnologia, non cadiamo nell’arroganza e nel cinismo, nell’abitudinarietà e nell’indifferenza, che anestetizzano l’animo e ci rendono ciechi di fronte alle ferite dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. La misericordia… diventi impegno personale e comunitario, affinché sviluppi in noi la capacità di aver cura uno dell’altro, sperimentando l’amore che è fondamento di vera giustizia. Le nostre mani si stringano unite in una relazione gioiosa, percorrendo con coraggio la via maestra dell’unità della famiglia umana, superando i pregiudizi e perdonando le nostre debolezze…”

http://www.varesenews.it/photogallery/la-marcia-della-pace/2/

http://www.varesenews.it/video/in-marcia-per-la-pace/

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2-3 settembre – Magre Sponde festival a Brebbia

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Ritorna con l’arrivo di settembre Magre Sponde Festival (2 e 3 settembre 2016 a Brebbia presso il Parco Terzoli di via Manzoni). Il festival che racconta e raccoglie la sponda magra del lago Maggiore in un’esplosione di suoni, arte e visioni. Per la terza volta, il festival presenta un programma che spazia dalla musica, all’arte figurativa, al fumetto e alla letteratura. La proposta è un connubio raro fra divertimento e momenti riflessivi, di relax ma anche di crescita per i partecipanti.
L’apertura ufficiale (ore 18.30) sarà un incontro con Corrado Roi. Il celebre illustratore si racconterà di fronte al pubblico e parlerà del suo personalissimo Dylan Dog e del suo nuovo progetto UT (Sergio Bonelli Editore).
Dal palco principale suoneranno Zeus, il duo formato da Luca Cavina al basso elettrico e voce (Calibro 35, Craxi, Incident on South Street) e Paolo Mongardi alla batteria (Fuzz Orchestra, Le Luci Della Centrale Elettrica, FulKanelli, ex Jennifer Gentle e Ronin). La band è reduce dal tour che li ha visti calcare i palchi di tantissime città italiane ed europee.
In apertura proposte più local del calibro di Slowtide (sonorità trip pop) e Bluesqueeze (bluestoner desertico). La serata si chiuderà con un aftershow dalle sonorità hip hop con Gelo e Stainz Music.

Il sabato invece ad aprire la serata l’incontro con Francesco Muzzopappa: lo scrittore di “Affarti di Famiglia” si racconta. Presenterà Barbara Bottazzi (Amanti dei Libri).
A seguire dal palco principale la balcan sexy night dei Babbutzi Orkestar, formazione di riferimento della musica balcanica made in Italy, e i Feat. Esserelà, la band bolognese che più di tutte ha conquistato il cuore di Varese vincendo il premio della giuria popolare alla scorsa edizione dello storico concorso varesino VA sul Palco.
Durante i due giorni di festival non mancheranno spazi dedicati alla live art e sarà presente una mostra curata da Lara Ferro e chiamata “Dal piano immaginario” in cui, attraverso lavori provenienti dell’Accademia di Brera, lo spettatore sarà guidato in un percorso magico attraverso la storia della scenografia teatrale.

Per entrambe le sere di venerdì 2 e sabato 3 settembre l’ingresso sarà gratuito.

Per info: Francesco Porrini; mail: fr.porrini@gmail.com; cell 3403586902

Arriva il CENAforum, occhio al gusto!

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Amiche e Amici, ci sono ancora posti per il CENAforum… Non tentennate… iscrivetevi subito (al 331-2072100)!!! Quest’anno la proposta è ancora più ricca e succulenta del solito!

Venerdì 1 luglio – LUNCH BOX (cena INDIANA)

Venerdì 8 luglio – BATAD (cena Filippina)

Venerdì 15 luglio – IL PROFUMO DELLA PAPAYA VERDE (cena vietnamita).

Negli anni passati abbiamo già “assaggiato” continenti come l’Europa, l’America Latina, il Medio Oriente e l’Africa. Quest’anno con l’ASIA abbiamo in serbo molte sorprese gastronomiche che non vogliamo anticiparvi per non rovinare l’effetto sorpresa. L’obiettivo, come sempre, è quello di conoscere e assaporare cultura e cibi “diversi”, ma che, spogliandoci dai nostri pregiudizi e in un giusto clima conviviale, possiamo apprezzare e magari anche “amare”. Solo l’incontro fraterno con le altre culture può dissipare le nostre paure e aiutarci a entrare in sintonia con esse. Un percorso empatico che ha come veicoli il cinema e il cibo: due tra i piaceri a noi più cari. Se, come diceva qualcuno, “l’uomo è ciò che mangia”, potremmo anche aggiungere che è anche ciò che vede. L’importante è mangiare bene e guardare belle immagini! La scelta dell’Asia non si esaurisce qui, ci saranno sicuramente altre occasioni per approfondire un continente così vasto. L’India stessa si può considerare un “continente” nel continente. Anche come produzione cinematografica è addirittura superiore a Hollywood tanto da meritarsi l’appellativo di Bollywood. In ogni caso il nostro approccio non sarà affatto stereotipato, ma, come al solito, cercheremo di mostrare il volto più autentico del Paese. A partire proprio dal primo film Lunch Box, commedia lieve, ma tutt’altro che banale.

L’ingresso è con tessera dell’associazione (che si può fare al momento sul posto) più il prezzo del biglietto (film + cena a soli 13 euro). Obbligatoria la prenotazione al 331-2072100.

Il guadagno delle serate servirà per acquistare una lavagna multimediale per le scuole medie di Travedona Monate.

 

Iuventa, la nave che salverà i migranti

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E' stato recuperato il relitto del peschereccio inabissatosi il 18 aprile 2015, nel naufragio in cui morirono circa 700 migranti, considerata la più grande tragedia nel Mediterraneo fra i viaggi della speranza, a largo della costa della Libia. ANSA/MARINA MILITARE +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++

In un’Europa che perde pezzi e costruisce nuove barriere, la differenza la fanno storie come questa. Storie di giovani uniti da ideali di altruismo e solidarietà. Sono i ragazzi di “Jugend Rettet” (Gioventù salva), organizzazione nata per volontà di nove berlinesi, tra i 20 e i 29 anni, con l’obiettivo di salvare le vite dei migranti che attraversano il Mediterraneo. Un anno fa, hanno avviato un progetto ambizioso: comprare una nave per poter partecipare attivamente al soccorso in mare. Grazie all’aiuto dei volontari e ad una raccolta fondi che ha superato i 100mila euro, sono riusciti a trasformare un vecchio peschereccio olandese in una nave da salvataggio. Il 30 giugno Iuventa lascerà il porto tedesco di Emden diretta verso quello maltese di La Valletta, pronta per partecipare alla prima missione a fine luglio.

http://video.repubblica.it/mondo/iuventa-la-nave-che-salvera-i-migranti-l-idea-di-un-gruppo-di-ventenni/244844/244912?ref=HRESS-4

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