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Non si può ricordare quello che si nega sia accaduto

La giornata della Memoria serve a ricordare. Ma a ricordare cosa? Il 27 gennaio 1945 i soldati russi entrarono per primi ad Auschwitz e non poterono credere a quello che videro. No, non era possibile che l’essere umano avesse potuto compiere un abominio così immane. Non c’era coscienza capace di contenere tanto dolore. Primo Levi riuscì, anni dopo, a raccontarci l’indicibile orrore di cui era stato capace l’uomo (“Se questo è un uomo”), arrivando a mettere in dubbio l’esistenza stessa dell’umano all’interno di quei corpi di carnefici e di vittime. Se questo è un uomo… ma no, non può esserlo, sembrava la logica risposta.

epa08160172 Aldo Rolfi poses for photographs in front of his home in Mondovi, Cuneo, Italy, 24 January 2020. Anti-semitic graffiti were found sprayed on a door of the son of a well-known Italian Holocaust survivor, in the northwestern town of Mondovi on 24 January morning. ‘Jews here’ in German was sprayed overnight on the door of Aldo Rolfi, son of Lidia Rolfi, an Italian partisan fighter who was deported to the Ravensbruck Nazi concentration camp in 1944 and after the war became a powerful voice denouncing the horror endured by Jews there. EPA/RAFFAELE SASSO

Oggi il problema si ripropone con drammatica urgenza. La scritta comparsa a Mondovì (Cuneo) sulla porta della casa di Lidia Rolfi (internata e scampata al campo di sterminio nazista di Ravensbruck), oggi abitata dal figlio Aldo, è tutt’altro che una bravata e molto più di un’offesa razzista. “Qui abita un ebreo” recita lo sfregio della bomboletta, accompagnato da una stella di David. Ma Lidia non era nemmeno ebrea, ma fu deportata perché staffetta partigiana. Questa scritta non è solo un insulto, “un’offesa frutto dell’odio” come ha detto il figlio. E’ molto, molto di più. In esso, si condensa una colpa stratificata, collettiva, di chi, prima nega l’evidenza dei fatti quotidiani e poi arriva a sfregiare una Storia che sembrava scolpita a fuoco nelle nostre coscienze. Invece tutto si è sciolto come neve al sole. Coscienze comprese.

Ha ragione Liliana Segre quando ci ammonisce: “Quando ci portarono nei campi di sterminio ci fu l’indifferenza del mondo. Nessuno fece nulla. Ancora oggi non so se è stato peggio il silenzio o l’indifferenza di chi vide e non fece nulla”. I nazifascisti di oggi sono terribilmente ignoranti e determinati. Non vogliono farci dimenticare la Storia, vogliono negarla. Prima a loro stessi che a noi. Compiendo questi gesti sciagurati hanno l’incoscienza (la non-coscienza) dei neofiti del Male. Non vogliono rifarlo, emularlo, perché quel Male, per loro, non è mai esistito, non c’è mai stato. E semmai è accaduto, non era poi così male. Anzi. La situazione è grave. E terribilmente seria. Risvegliamo al più presto le nostre coscienze e quelle dei nostri figli. Altrimenti soccomberemo al Male.

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