Festeggiamo insieme la Festa della Liberazione il 24 aprile

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Vi aspettiamo al cineteatro “S. Amanzio”, la sera mercoledì 24 aprile, alle 18, per festeggiare insieme la nostra più importante festa civile: il 25 aprile.

Tre capolavori della storia del cinema che ci aiuteranno a ricordare, conoscere e riflettere.

E per ricordare, a vent’anni dalla morte, il genio di Stanley Kubrick, con il suo film più lucidamente antimilitarista.

INGRESSO GRATUITO riservato ai soci I CARE, ANPI e circolo “Il Farina”

A Varese, “Abbasso la guerra” e cittadini per la pace

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Varese 1 marzo – ore 20,45, sede ACLI

“Nel cuore della Costituzione. Dalla scuola di Barbiana al civic engagement lab per formare cittadini di pace e legalità”

Alle ore 20.45, presso la sede ACLI provinciale di via Speri Della Chiesa Jemoli n.9 si terrà l’incontro:

“Abbasso la guerra”

Poichè le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli
uomini che devono essere costruite le difese della pace. Unesco

Saranno presenti:  Laura Tussi – Associazione PeaceLink, Fabrizio Cracolici – Presidente  ANPI sezione Emilio Bacio Capuzzo, Nova Milanerse,
Elio Pagani – Abbasso la guerra, e la partecipazione di Renato Franchi – musicista, musiche e note di impegno per la pace.

Le iniziative più interessanti della settimana

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Sesto Calende, 1 marzo

Dopo il grande interesse dimostrato per la prima serata con film dedicata alla problematica delle carceri, l’Associazione Pace e Convivenza di Sesto Calende, con la collaborazione di GASsesto (gruppo acquisto solidale di Sesto Calende), propone una seconda serata di approfondimento affrontando il tema della riabilitazione nelle carceri, venerdì 1 marzo alle ore 20,45 presso la Fondazione Piatti, in Via Lombardia 14 (di fronte al campo sportivo)  a Sesto Calende.

Già nel 1764 lo scrittore illuminista Cesare Beccaria spiegava il concetto di riabilitazione nelle carceri. La nostra Costituzione chiede esplicitamente che le pene abbiano carattere rieducativo. Tuttavia sappiamo che questo aspetto fondamentale viene spesso disatteso. Ce lo dicono le statistiche: il 68% di ex-detenuti torna a delinquere.

Occorre allora offrire una speranza, come ci ha anche ricordato Papa Francesco nella celebrazione del Giubileo dei carcerati: la speranza di un futuro riabilitato possibile.

Ne parleremo con un ex detenuto che oggi collabora con i volontari dell’Associazione Carcerati e famiglie di Gallarate, portando anche nelle scuole il suo vissuto di carcerato.

Ascolteremo Giovanna Ferloni e Gisella Incerti, volontarie AUSER nei corsi scolastici al carcere di Varese, che ci racconteranno come l’istruzione sia uno dei percorsi privilegiati verso il recupero e la reintegrazione dopo il carcere.

Infine con Marco Girardello, vicepresidente della Cooperativa Freedhome che si occupa della commercializzazione di tante produzioni carcerarie sul territorio nazionale, cercheremo di capire perchè creare opportunità di lavoro all’interno di un carcere sia così importante.

Concluderemo infine la serata con assaggi di alcuni prodotti di Freedhome: dai biscotti prodotti a Novara, ai tarallucci della Puglia, al caffè e alle tisane prodotte nel carcere di Napoli.

 

Olgiate Olona, 1 Marzo

Alle ore 20:45, presso il cinema teatro Nuovo di Olgiate Olona, Area 101 vi propone una novità.

Sergio Chillè svolgerà una lettura drammaturgica della “Lettera ai Giudici” di don Lorenzo Milani per far fronte al Mabbul.  Ma che cos’è il Mabbul?

Ti aspettiamo per scoprirlo! INGRESSO 7€, per SOCI ARCI 5€ (presentando la tessera ARCI 2019)

————dalla Lettera ai giudici di don Milani————

“ … Non posso insegnare che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla; ma che bisogna tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole), e battersi perché siano cambiate quando non lo sono (cioè quando sanzionano il sopruso del forte), influendo con la parola e con l’esempio sugli altri, sino a pagare di persona un’obiezione di coscienza – cioè violare la legge di cui si ha coscienza che è cattiva, e accettare la pena che essa prevede…

Bisogna avere il coraggio di dirci che l’essere tutti sovrani fa si che ognuno debba sentirsi l’unico responsabile di tutto; per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni – di cui non ci si può fare scudo né davanti agli uomini, né davanti a Dio” .

 

Area 101 Cinema Teatro Nuovo Area101 Associazione di Promozione Sociale – Circolo Arci via Bellotti, 22 – 21057 Olgiate Olona (VA)

http://www.area101.it/

 

Cocquio Trevisago, 3 marzo

Dopo 171 anni, si festeggi ancora con tanta vitalità la libertà religiosa ottenuta dopo tante discriminazioni e persecuzioni. Oggi ci sembra scontata, eppure se pensiamo al riaffiorare dell’antisemitismo (in realtà mai assopito), alle difficoltà che incontrano le comunità islamiche ad avere permessi e concessioni, alle intimidazioni contro la Caritas, agli atti vandalici sempre più frequenti che riguardano proprio il mondo protestante (e qui a Varese ne sappiamo qualcosa), queste celebrazioni diventano una testimonianza importante e un invito a sottolineare come la dignità umana, si fondi anche sulla libertà di vivere serenamente la propria identità religiosa; qui da noi, come in tutto il mondo. Ma iniziamo a seminare amore e fratellanza dove siamo. 

Da Past. Magdalena Tiebel-Gerdes (CHIESA EVANGELICA LUTERANA COCQUIO TREVISAGO Loc. Caldana, via IV Novembre, 12)

Incontro (in due lingue:td. / ital)  per la  “giornata mondiale di preghiera” a Caldana, domenica 3 marzo ore 10.30 

 

Venerdì 8 febbraio a Varese col Sermig per la Pace

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Venerdì 8 febbraio 2019, alle ore 20.45 presso l’auditorium San Giovanni Bosco della parrocchia Sant’Ambrogio – via Lazzaro Papi 6 – Varese , ci sarà la presentazione del prossimo appuntamento dei Giovani della Pace che si terrà a Bergamo l’11 maggio, dal titolo “Basta guerre. Facciamo la pace!”

 

Questo è il messaggio che Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, ha inviato ai costruttori di Pace:

Cari amici,
poco dopo l’Appuntamento dei Giovani della Pace di Padova nel maggio 2017, un gruppo di giovani di Bonate (Bergamo),  che da tempo ci segue, ci ha convinti ad indire con un anno di anticipo un nuovo incontro.  Abbiamo seguito il loro cuore e l’11 maggio 2019 a Bergamo vivremo insieme il 6° Appuntamento dei Giovani della Pace.
Giovani che convocano altri giovani, giovani e adulti insieme per ritrovare la strada comune della pace, per ridare soprattutto fiducia ai giovani e ripartire da loro. Perché i giovani siano il futuro, bisogna aiutarli a riprendersi il presente perché il mondo degli adulti ha fallito.
Questa convocazione straordinaria dei Giovani della Pace nasce dalla preoccupazione per una violenza crescente in ogni parte del mondo. Sono state intaccate le relazioni tra singole persone, corpi sociali, istituzioni, equilibri internazionali. Ovunque sembra più forte la voglia di dominare, di prevaricare. Dittature, terrorismo e guerre sembrano sempre più minacciose, quasi inevitabili.

In tutto questo, tutti noi, giovani e adulti, siamo sempre più assuefatti, sempre più anestetizzati dalle dipendenze, sempre meno informati, sempre meno consapevoli di cosa sta avvenendo attorno a noi. Viviamo in un’epoca difficile, complicata, per certi aspetti senza speranza. Ma è il nostro tempo! Il tempo del coraggio da vivere e comunicare, da scegliere e da spendere. Il tempo di uomini e donne pronti a diventare protagonisti di una nuova storia che metta insieme libertà e verità, giustizia e pace. Solo donne e uomini coraggiosi possono trarre da un problema l’opportunità di un nuovo inizio. Solo donne e uomini coraggiosi possono dimostrare che è possibile accogliere. Solo questo coraggio fa credere ancora nella pace che oggi sento lontana.

E’ dunque il tempo di batterci perché ci sia pace!

La pace sarà vicina quando chi fugge dal proprio Paese non troverà ostilità.
Sarà vicina quando vecchi, bambini, persone fragili, malati
non saranno più visti come un problema.
Sarà vicina quando tutti avranno diritto una volta per tutte a cibo, casa, lavoro, cure, dignità.
Sarà vicina quando ogni giovane dirà sì a una vita pulita senza droga e dipendenze.
Sarà vicina quando ogni cittadino farà della propria onestà
la chiave per costruire il bene comune.
Sarà vicina quando i politici di ogni schieramento e i credenti di tutte le religioni
faranno di tutto per viverla.
Sarà vicina quando l’Europa si libererà dai nuovi egoismi e dalle nuove divisioni
e risceglierà il sogno di essere casa comune di pace, di valori e responsabilità.
Solo donne e uomini coraggiosi possono essere custodi di questa casa comune.


Ci ritroveremo tutti a Bergamo per dire forte basta guerra! Perché ci crediamo, perché ci vogliamo impegnare in prima persona, perché vogliamo diffondere una mentalità che contrasti la cattiveria e l’odio del tempo che viviamo!  Un mondo nuovo è possibile!
Io ci credo ancora. E mi batto perché sia pace. Crediamoci insieme e diamoci appuntamento a Bergamo, l’11 maggio,  per ripetercelo!

Vi voglio bene e vi aspetto.

Ernesto Olivero e la Fraternità del Sermig

 

Sul sito www.giovanipace.org potete trovare i dettagli dell’iniziativa. Potete scaricare la lettera di invito di Ernesto che trovate anche qui sotto e la locandina.

Aiutateci a diffondere la notizia

 

Appuntamenti importanti da segnare in agenda

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Sabato 19 gennaio, preghiera a Tradate

 

Convegno a Varese sull’immigrazione

Sabato 26 gennaio. L’accoglienza e il sostegno ai richiedenti asilo e rifugiati: il contributo della clinica transculturale La cooperativa Crinali insieme a Ballafon propone a Varese un convegno per offrire spunti di aiuto alla relazione con gli immigrati alla luce dei principi di fondo della clinica transculturale. Per informazioni https://www.ballafon.it/convegno/

Ritornano gli incontri a tema nelle varie comunità organizzati da “Religions for Peace”

Come le scorse edizioni saremo accolti in diversi luoghi e l’ospite, oltre a fare una breve presentazione della sua comunità, introdurrà il tema della serata, sul quale ognuno potrà portare il proprio contributo. Quest’anno abbiamo scelto una parola guida: COSTRUIRE, con cui abbiamo abbinato cinque temi per cinque incontri.

30 gennaio, ore 20,45

COSTRUIRE LA SPIRITUALITÀ

Comunità Buddista Soka Gakkai, c/o sig. Smith viale Aguggiari,73 Varese

13 febbraio, ore 20,45

COSTRUIRE L’UOMO NUOVO

Comunità Baha’i c/o sig.ra Pedretti Carla via Rossini,3 Varese

13 marzo, ore 20,45

COSTRUIRE PONTI DI PACE

Comunità Musulmana c/o Centro Culturale Islamico via Pisacane, 9 Varese

10 aprile

COSTRUIRE LA COMUNITÀ

Luogo da definire

15 maggio, ore 20,45

COSTRUIRE IL DIALOGO

Comunità Evangelica Ecumenica via IV Novembre,12 Cocquio Trevisago, Loc. Caldana

 

Auguri di BUON Natale a tutti ! Soprattutto a chi ci governa

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In questo venerdì, 21 dicembre 2018, un bambino piange sul ponte della nave spagnola di salvataggio Proactiva Open Arms, dopo essere stato salvato nel Mar Mediterraneo centrale a 72 chilometri da Al Khums, in Libia. La ONG spagnola Open Arms ha salvato circa 300 migranti da 3 imbarcazioni che attraversano il Mediterraneo dal Nord Africa verso l’Europa venerdì. (ANSA / AP Photo / Olmo Calvo)

La regole della finanza europea stanno uccidendo lo stato sociale?

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Mercoledì 28 novembre, ore 21, al cinema “S. Amanzio” di Travedona

Piigs è un film a metà strada tra Inside Job (documentario del 2010 sulla crisi finanziaria USA) e le storie proletarie di Ken Loach. Narrato da Claudio Santamaria e con interviste a Noam Chomsky, Yanis Varoufakis ed Erri De Luca. E’ un viaggio affascinante e rivoluzionario nel cuore della tragica crisi economica europea. Realizzato da tre filmmaker dopo cinque anni di ricerche e due di riprese, Piigs è un’immersione senza precedenti e senza censure nei dogmi dell’austerity. Il documentario racconta anche le dirette conseguenze dell’austerity a Roma, concentrandosi sulla storia della sopravvivenza della Cooperativa sociale “Il Pungiglione”, che assiste disabili e persone svantaggiate. “Il Pungiglione” ha un credito di un milione di euro dal comune e dalla regione e rischia di chiudere per sempre: 100 dipendenti perderanno il lavoro e 150 disabili rimarranno senza assistenza. E’ una bomba sociale a orologeria. E’ vero che nell’Eurozona non c’è alternativa all’austerity, al Fiscal Compact, al pareggio di bilancio, ai tagli alla spesa sociale? Al fallimento del “Pungiglione”?

P.I.I.G.S., l’acronimo ideato da un giornalista dell’Economist nel 2009, rappresenta quegli staterelli europei inferiori, dal debito pubblico insostenibile (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) e riecheggia come una maledizione europeista. Nel film guardi e ascolti economisti più o meno illuminati, memorizzi complessi ragionamenti e spiegazioni, e, soprattutto, ti arrabbi e imprechi contro la Banca Centrale Europea. Un docu-film tra l’invettiva di Michael Moore e il realismo di Ken Loach.

Settimana prossima due appuntamenti da non perdere

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Guerre, armi, affari

Disarmare il futuro è possibile? Questo il tema di grande attualità dell’incontro organizzato dall’associazione “Pace e convivenza” alla sala Varalli di Sesto Calende, dove interverranno don Renato Sacco (coordinatore nazionale di Pax Christi) e Elio Pagani, presidente del centro di documentazione “Abbasso la guerra”. Si parlerà anche del Trattato per la messa al bando delle armi nucleari e della vendita di armi ai paesi più poveri, traffico in cui l’Italia è purtroppo leader. Ingresso libero.

 

Lettera a una professoressa

Sabato 24 novembre alle ore 21, presso il teatro Dell’Olmo di Taino, sarà di scena “Lettera a una professoressa” per la regia di Nicola Tosi, che è anche solitario mattatore dello spettacolo. Il monologo, tratto dall’omonimo libro di don Milani con i ragazzi della scuola di Barbiana, vede anche la partecipazione di Valentin Mufila alle musiche. Lo spettacolo, coprodotto da I CARE, è stato allestito con un contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto. Ingresso ridotto a 10 euro per i soci I CARE.

Grande Guerra o Grande Menzogna? Leggete questo libro

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Sono trascorsi 100 anni dall’inizio della I guerra mondiale, tutti i protagonisti di quegli anni – vittime e carnefici – sono morti, ma non è morta né la retorica, né la mistificazione, né la menzogna che pretende di ricordare e celebrare, oggi come allora, la catastrofe di quegli anni. Celebrazioni che ancora tacciono sulle colpe di politici come Antonio Salandra e Sidney Sonnino che vollero quella guerra e di generali spietati come Luigi Cadorna, Luigi Capello e Antonio Cantore responsabili, con molti alti ufficiali, di aver mandato a morire centinaia di migliaia di soldati in inutili assalti.

Morti in trincea

 

Un centenario che mira a celebrare la retorica della Patria

L’attivismo celebrativo si era già messo all’opera nel 2012 con la mostra, al Vittoriano, “Verso la Grande Guerra”. Un evento che aveva riaffermato che «la Grande Guerra è stato un passaggio fondamentale nel processo di costruzione del nostro Paese, perché è nell’affratellamento delle trincee il primo momento vero in cui si sono “fatti” gli italiani». Una tesi stantia che cerca, così, di riabilitare e giustificare quel massacro, durato anni, collegandolo al completamento dell’unità nazionale. Ecco dunque la mistificazione al lavoro: orgoglio e unità nazionale, sacrificio eroico di vite umane. Ancora dopo un secolo in Italia non conosciamo se non approssimativamente il numero dei soldati morti, di quelli feriti, dei civili deceduti direttamente e indirettamente e di coloro che in seguito agli stenti della guerra furono più esposti all’epidemia della “spagnola”. Così si impone la spiegazione della guerra con un disegno superiore e alto – Italia ed Europa – e rispetto ad esso si continua a tacere della morte di oltre 650.000 soldati italiani, di 500.000 feriti gravi, di 600.000 prigionieri abbandonati dall’Italia – senza aiuti e assistenza – perché considerati disertori e codardi, di errori strategici pacchiani, di 40.000 soldati impazziti, di un indebitamento che si è estinto solo negli anni ’80, di una truffa colossale sulle spese di guerra con imputati generali, politici, industriali – tra cui i grandi gruppi Ansaldo e Ilva – tutti rimasti impuniti. Quella guerra fu soltanto una catastrofe nazionale totale che ancora viene presentata ed edulcorata con la patriottarde parole di “eroico sacrificio”, riproponendo così dopo un secolo la mistica di guerra della propaganda.

Soldati sfigurati dalle esplosioni delle granate

 

Ferite indicibili e incancellabili, nel corpo e nell’anima

La stessa propaganda che oggi si ostina ad ignorare i risultati di centinaia di ricerche storiche, scientificamente ispirate, che restituiscono a quella guerra, attraverso uno studio delle fonti, l’orrore che essa è stata. Tutti i progressi tecnologici dell’epoca (gas, mitragliatori, aerei, artiglieria, lanciafiamme, proiettili dum-dum, sommergibili) furono messi a servizio di un’ideologia di morte su larghissima scala in grado di produrre sui corpi e sulle menti devastazioni mai viste e permanenti. Non sapevano infatti descriverle né i medici nelle autopsie davanti a brandelli di carne, né gli psichiatri davanti a nevrosi e follie mai prima viste. A questo si aggiunge lo squallore di un Comando supremo che organizzava su larga scala casini per soli militari dove la violenza sul nemico si trasferiva alla violenza sulla donna.

Una scritta su una casa durante la ritirata di Caporetto

 

Credere, obbedire, combattere. A tutti i costi, morte compresa

Si afferma da subito un clima di terrore tra le truppe costrette, in una guerra di cui nulla sapevano, ad assalti continui ed inutili ad inespugnabili trincee, decimazioni di massa, plotoni di esecuzione per le minime infrazioni, seguendo una linea di comando che partiva dall’autore di tutti gli ordini più efferati: il generale Cadorna. A suo servizio, presso lo Stato maggiore, vi era il capitano medico, frate francescano, Agostino Gemelli, il cui impegno, di psicologo militare, fu tutto rivolto a creare le condizioni perché i soldati annullassero totalmente qualsiasi senso critico e si assoggettassero ad obbedire agli ordini, quali essi fossero, senza pensare, utilizzando anche l’universo religioso, posto a servizio della causa della guerra sempre compresa come opera salvatrice divina.

La fucilazione di un disertore dopo un processo sommario

 

Bisognerebbe leggere le lettere dal fronte dei nostri soldati

Leggere gli scritti di Gemelli di quegli anni, le sentenze dei plotoni di esecuzione, le lettere dei soldati scampate alla censura, le lettere anonime indirizzate al re “soldato” Vittorio Emanuele e i canti di protesta potrebbero servire a rendere questo anniversario occasione di costruzione di una memoria nazionale fondata non sull’ipocrisia, la mistificazione, la baggianata del tricolore elemento di coesione nazionale, ma sul riconoscimento che 5 milioni di italiani furono sottoposti ad una prova inutile, onerosissima e per molti di loro mortale. Altro quindi da quanto, per esempio, il ministero dell’Istruzione prepara per i nostri studenti in quelle che definisce le «celebrazioni relative alla I guerra mondiale». L’orrore non andrebbe mai celebrato, ma riconosciuto, ricordato e condannato.

Ritirata di Caporetto (24 ottobre 1917)

 

Oggi “fare storia” vuol dire guardare con occhio obiettivo quell’inutile barbarie

Per tutte queste ragioni il libro di Tanzarella, vuole raccontare in modo rigoroso, ma con un approccio divulgativo, quell’orrore, spesso conosciuto solo dagli specialisti, dai ricercatori e dagli studiosi, mettendo a disposizione di un pubblico ampio di lettori fatti, dati, circostanze, che spesso gli stessi manuali scolastici di storia trascurano od occultano, per demistificare la narrazione celebrativa della I guerra mondiale e creare una solida coscienza critica del perché fu orrore quella guerra, come e più di altre guerre. E suscitare ugualmente orrore nei confronti della “grande menzogna” attraverso la quale ancora oggi molti vorrebbero continuare a ricordarla, nonostante devastazioni, lutti, torture, prigionie, ruberie, deportazioni.

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