Don Milani, profeta con i piedi per terra

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Domenica 15 aprile presso il cineteatro “S. Amanzio” di Travedona, a partire dalle ore 15 si terrà un pomeriggio dedicato a don Lorenzo Milani, “un profeta con i piedi per terra”. Il programma è particolarmente ricco: l’incontro si aprirà con un saluto di mons. Agnesi, a cui seguirà un momento di testimonianza, riflessione e dibattito con Agostino Burberi, già allievo di don Milani a Barbiana, Marco Vergottini, teologo, don Alessandro Andreini della comunità di S. Leolino, Paolo Cesari, delle edizioni Orecchio Acerbo (che hanno recentemente pubblicato un bellissimo fumetto sul priore di Barbiana) Alberto D’Incà, professore di Patrologia, e Giovanni Chinosi dell’associazione “Cittadini del Mondo”.

Mostra

In sala sarà esposta la mostra con le tavole del fumetto “Il maestro” magistralmente illustrate da Simone Massi. La mostra, a partire da lunedì, sarà allestita nell’atrio delle scuole medie di Travedona Monate, a diretto contatto con i ragazzi.

Teatro

Sarà presentato in anteprima alle 17,30 anche lo spettacolo “Lettera a una professoressa” monologo drammatico di e con Nicola Tosi. Una messa in scena particolare impreziosita dalle musiche di Valentin Mufila. Il progetto è stato finanziato dall’associazione I care” e dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto. Ingresso gratuito.

Cinema

Sempre alla sala della comunità “S. Amanzio”, giovedì 19 alle 21, proiezione di “Barbiana ’65, la lezione di don Milani” di Alessandro G. A. D’Alessandro, il film documentario più ricco sull’esperienza della scuola di Barbiana. Ingresso: 5 e 3 euro.

 

Film + concerto + aperitivo = Ciak si suona!

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In attesa di TACALASPINA music street festival, che si terrà a Besozzo sabato 9 giugno, abbiamo pensato in questa fresca primavera di scaldare i motori con un’iniziativa che, ci auguriamo, sarà di vostro gradimento.

Si tratta di “CIAK, SI SUONA” una formula inedita che vuole coniugare insieme cinema, musica (live) e cibo. Cinema e cibo sono stati il “piatto” forte del CENAforum, una nostra invenzione che ha trovato fortuna tra il pubblico e imitatori anche in altri contesti.

Ora il gioco si fa ancora più difficile. Si tratta di miscelare tre ingredienti che, da spettatori, siamo solitamente abituati a fruire in contesti separati tra loro. Noi di I CARE vogliamo invece mixarli in maniera accattivante per creare qualcosa di nuovo che ci spinge a uscire di casa e a vivere la domenica pomeriggio in maniera originale e divertente.

Sono tre le domeniche (8 e 22 aprile e 6 maggio) in cui al cnema “S. Amanzio”, alle 16,30, verrà proiettato un cinecult musicale a cui faranno seguito una performance musicale dal vivo e un succulento aperitivo, entrambi “in tema” col film. Il tutto a un prezzo contenuto (10 euro per film + concerto; aperitivo a seconda della consumazione). L’ingresso è riservato ai soci I CARE ed è quindi obbligatoria la tessera 2018 (10 euro).

Ecco il programma:

8 aprile – WHIPLASH (2014) del regista premio Damien Chazelle, premio Oscar per “La la land”. Una storia inquietante in cui il protagonista, un giovane batterista jazz, viene ossessionato dal suo insegnante, un diabolico J. K. Simmons che sembra uscito direttamente da “Full metal jacket”. A seguire concerto jazz del quartetto del batterista Marco Mengoni. Menu ispirato a New Orleans, la città culla del jazz.

22 aprile – AMERICAN GRAFFITI (1973) di George Lucas (regista ricordato spesso, a torto, solo per “Star wars”) offre invece un ritratto malinconico e affettuoso dei primi Anni Sessanta, l’epoca d’ora del rock’n’roll. Proprio il rockabilly sarà protagonista del live set dei “The Goose Bumps”, formazione frizzante e coinvolgente, che vi farà scatenare sull’onda di intramontabili evergreen. Cosa gustare se non il più classico dei menu a stelle e strisce? hamburger e…

6 maggio – THE BLUES BROTHERS (1980). Qui siamo di fronte al mito per eccellenza dei film musicali. Il capolavoro demenziale di John Landis con John Belushi e Dan Aykroyd, i due fratelli che hanno cambiato per sempre il nostro immaginario cinematografico e lanciato il blues e il soul verso successi impensabili. Il misterioso “One horse band” ci rapirà con il suo blues sbilenco e ruspante. Per indovinare il menu vi basterà ricordare cosa ordinano i fratelli Blues ad Aretha Franklin…

Obbligatoria la prenotazione al 331-2072100

Tacalaspina “trasloca” a Besozzo. Il “perché” lo avevamo già spiegato (bene) l’anno scorso

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In questi giorni è uscito un comunicato del Comune di Travedona Monate (pubblicato poi dal quotidiano “La Prealpina” in data 20 febbraio) che è a dir poco lacunoso e fuorviante nel raccontare i fatti riguardo a ‘Tacalaspina’. L’unica affermazione corretta è: “la decisione di spostare la festa in altro paese è stata presa esclusivamente dall’associazione ‘I care’”. Così è, infatti.

Ma la domanda a cui bisognerebbe rispondere, e che sta a cuore a tutti, è questa: “Perché ‘Tacalaspina’ trasloca a Besozzo?”.

I rapporti si erano guastati l’anno scorso con le accuse del Comune di Travedona Monate ad “I care”

La risposta all’amministrazione l’avevamo già data l’anno scorso quando (dopo una lettera indirizzata all’associazione in cui, tramite il segretario comunale, si contestava in maniera inopportuna ad ‘I care’ tutta una serie di questioni), l’associazione rispondeva in maniera puntuale con una lettera del 19 aprile 2017 (protocollata), in cui si affermava chiaramente che: “… non sussistono più né i modi né i tempi per una buona e costruttiva collaborazione tra noi di I CARE e l’amministrazione comunale di Travedona Monate per la realizzazione, nella data stabilita (sabato 27 maggio 2017), del music street festival Tacalaspina. (…)

Stante questo atteggiamento ostile da parte dell’amministrazione comunale, non possiamo più impegnarci nell’organizzazione di “Tacalaspina music street festival”.

L’associazione “I CARE” … ritiene che l’atteggiamento ostile da parte dell’amministrazione impedisca di fatto qualsiasi collaborazione futura nell’organizzazione di “Tacalaspina”.

Il comune non ha mai fatto un passo indietro, né ha chiesto pubblicamente scusa

Ad oggi, 20 febbraio 2018, non sono mai pervenute ad ‘I care’ scuse o smentite da parte dell’amministrazione comunale e quindi la nostra posizione resta quella. Espressa con largo anticipo. Già da aprile 2017 ‘I care’ aveva deciso, qualora fossero continuati i rapporti conflittuali, di non collaborare più con il Comune di Travedona Monate per quanto riguarda l’organizzazione di ‘Tacalaspina’. Quindi tra non fare più la manifestazione (com’è avvenuto l’anno scorso) oppure farla da un’altra parte, l’associazione ‘I care’ ha scelto la seconda ipotesi.

Un paio di doverose precisazioni

Inoltre ci preme sottolineare due cose:

1 – ‘I care’ era presente con ben due rappresentanti del direttivo alla riunione delle associazioni del 21 novembre 2017 a cui fa riferimento il comunicato del Comune (e dal quale si potrebbe intendere che ‘I care’ non fosse presente). In seguito i rapporti con l’amministrazione di Travedona Monate non sono continuati semplicemente perché è stato deciso dal direttivo di ‘I care’ di organizzare ‘Tacalaspina’ a Besozzo, sabato 9 giugno. Decisione comunicata al Comune di Travedona Monate a dicembre 2017 (con lettera protocollata). Era quindi inutile incontrarsi.

2 – la festa patronale di san Vito (che è il 15 giugno) verrà festeggiata il weekend del 16-17 giugno come chiaramente stabilito da calendario ufficiale e non il 9-10 giugno come invece sostiene l’amministrazione comunale. Ci auguriamo sia stata solo una svista. Sarebbe imperdonabile che i nostri amministratori non sappiano quando è la festa patronale.

Tutta la vicenda di cui sopra è chiaramente documentata in questo sito all’indirizzo:

http://www.icareassociazione.it/category/i-care/page/2/

TACALASPINA 2018 sarà a Besozzo

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Perché Tacalaspina quest’anno non si farà a Travedona, ma a Besozzo

L’anno che sta per concludersi è stato molto intenso per l CARE, pur caratterizzato da alti e bassi. Da una parte, non si è potuto organizzare “Tacalaspina” music street festival, che da tanti anni costituiva l’appuntamento clou dell’anno e il principale introito per le nostre attività di volontariato sul territorio.

Dall‘altra, abbiamo avuto il piacere di essere iscritti all’Albo provinciale delle associazioni e di ottenere due importanti finanziamenti: dalla Fondazione “La Sorgente” e dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto.

Il primo ci ha permesso di finanziare al 75% un importante progetto perle scuole del territorio su violenza alle donne, cyber bullismo e corruzione, dal titolo “La libertà nelle regole”.

ll secondo ci permetterà di mettere in scena uno spettacolo teatrale inedito su “Lettera a una professoressa” di don Lorenzo Milani, il nostro maestro e ispiratore.

Per quanto riguarda “Tacalaspina” sono cambiate tante cose. Anzitutto il rapporto con l’amministrazione comunale di Travedona Monate che, rispondendo negativamente alle nostre richieste (tra cui: la concessione di uno spazio per Ia nostra associazione; un aiuto concreto, di mezzi e uomini, nella gestione di viabilità e parcheggi durante l’evento, ecc…), o meglio non rispondendo affatto, ha creato tutti i presupposti affinché la manifestazione nel 2017 non potesse aver luogo.

Infine, a complicare ulteriormente la situazione, è intervenuta una circolare del Ministero dell’interno che pone nuove, e severe, norme in materia di sicurezza nell’organizzazione di eventi pubblici. Norme che un’associazione come la nostra, da sola, non può sostenere e che necessitano di una contributo concreto da parte del Comune. Su questo tema abbiamo avuto un incontro con l’amministrazione comunale di Travedona Monate che ci ha ribadito la sua volontà a concedere il via libera allo svolgimento degli eventi pubblici solo quando le necessarie misure di safety e security previste dal decreto vengano attuate dalla associazioni stesse. Noi di l CARE, lo abbiamo già ribadito più volte, non siamo in grado di gestire da soli la sicurezza e la viabilità di Tacalaspina. Per un evento del genere (che richiama parecchie migliaia di persone) abbiamo bisogno che il Comune stesso si faccia carico di queste problematiche.

In molti ci hanno contattato

Nel corso del 2017, dopo che I CARE aveva comunicato che Tacalaspina non si sarebbe potuto organizzare, abbiamo ricevuto la solidarietà e il sostegno di moltissime persone e associazioni. Non ci aspettavamo certo una tale mobilitazione a favore di Tacalaspina. Anche alcuni Comuni si sono subito fatti avanti per poter ospitare a casa loro il nostro music street festival, pronti ad “acquistare“ il “pacchetto completo“. Questo interesse ha dimostrato ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, il valore e la qualità di Tacalaspina, un evento di eccellenza, che molti paesi ci invidiano. Un affetto tale, non lo nascondiamo, ci ha lusingato, premiando una manifestazione che abbiamo costruito poco a poco, con fatica, nel corso degli anni.

In particolare il Comune di Besozzo ci ha subito interpellato per ospitare sul suo territorio Tacalaspina, venendo incontro alle nostre richieste (che il Comune di Travedona aveva respinto) e distinguendosi subito per spirito collaborativo. L’Amministrazione comunale besozzese si è infatti attivata: ci ha messo a disposizione un piccolo spazio che funge da deposito per il materiale tecnico, ha dato disponibilità ad ospitare le riunioni organizzative e soprattutto si è incaricata di gestire Tacalaspina a livello logistico, con impegno di suo personale per viabilità e sicurezza, cominciando a Iavorare all’interno dell’ente per soddisfare le richieste che le nuove norme impongono. Ha inoltre messo a disposizione personale e amministratori per creare un evento condiviso, riconoscendone la portata.

è per questo che, a malincuore, traslochiamo. Salutiamo e ringraziamo Travedona Monate, che ci ha ospitato per tanti anni, e diamo il benvenuto a Besozzo, la nostra nuova “casa” per Tacalaspina 2018!

Ciao Michele, esempio di laicità fino all’ultimo

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Oggi hai raggiunto don Lorenzo nel Paradiso dei Giusti.
Un abbraccio da tutti quelli che, come te, sono “figli” di don Milani.

FIRENZE: E’ MORTO MICHELE GESUALDI, EX ALLIEVO DI DON MILANI, GIA’ PRESIDENTE PROVINCIA =

Firenze, 18 gen. (Adnkronos) – È morto Michele Gesualdi, ex allievo di don Lorenzo Milani alla Scuola di Barbiana, già presidente della Provincia di Firenze dal 1995 al 2004. Aveva 74 anni. Pur non avendo più ricoperto cariche amministrative è rimasto membro del Partito Democratico in Toscana, abbandonando l’attività politica in seguito all’insorgere della Sla.

Nei mesi scorsi Gesualdi ha scritto una lettera aperta ai presidenti delle due Camere esortandoli ad affrettare l’iter burocratico per la legge al riguardo del testamento biologico. Due mesi fa è nato un comunicato popolare a sostegno della sua richiesta con lo slogan “Fate presto” per chiedere l’approvazione del biotestamento che è poi avvenuto a dicembre. (segue)

 

(Adnkronos) – Nella lettera, resa nota pubblicamente a novembre, Franco Gesualdi aveva raccontato la sua malattia lanciando un appello: “Fate presto, non voglio essere torturato”. Parole che hanno fatto nascere un comitato e un hashtag che in pochi giorni trovò sostenitori da ogni parte d’Italia

“La Sla è una malattia spaventosa, al momento irreversibile e incurabile – scriveva Gesualdi nella lettera – avanza, togliendoti giorno dopo giorno un pezzo di te stesso: i movimenti dei muscoli della lingua e della gola, che tolgono completamente la parola e la deglutizione, i muscoli per l’articolazione delle gambe e delle braccia, quelli per il movimento della testa, e respiratori e tutti gli altri. Alla fine rimane un scheletro rigido come se fosse stato immerso in una colata di cemento. Solo il cervello si conserva lucidissimo insieme alle le sue finestrelle cioè gli occhi, che possono comunicare luce ed ombre, sofferenza, rammarico per gli errori fatti nella vita, gioia e riconoscenza per l’affetto e la cura di chi ti circonda”.

L’esperienza avuta da Gesualdi come allievo della scuola di Barbiana lo ha portato in seguito a creare la Fondazione Don Milani e anche a scrivere dei libri: “Don Lorenzo Milani: l’esilio di Barbiana” (San Paolo Edizioni, 2016); “Don Lorenzo Milani La parola fa eguale” (Libreria Editrice Fiorentina, 2005); “Il ponte di Luciano” (Libreria Editrice Fiorentina, 2008); “Il Catechismo di don Lorenzo Milani” (Libreria Editrice Fiorentina, 1983). Ha curato anche il volume “Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana” (San Paolo Edizioni, 2007).

(Adnkronos) – Nel settembre 2013, come presidente della Fondazione don Lorenzo Milani, Michele Gesualdi scrisse a Papa Francesco per chiedergli, in occasione del novantesimo anniversario della nascita di don Lorenzo Milani, di esplicitare la decadenza formale del provvedimento del Santo Uffizio contro il libro “Esperienze pastorali” che nel dicembre 1958 ne ordinò il ritiro dal commercio perché inopportuna la lettura.

Un appello che Papa Francesco accolse. Nell’aprile 2014 il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, rese noto che la Congregazione della Dottrina per la Fede (ex Sant’Uffizio) considerava superato il provvedimento su “Esperienze Pastorali”.

“È una notizia che mi riempie di gioia – commentò Gesualdi – perché cade ogni ombra della Chiesa sull’operato di don Lorenzo Milani e la Chiesa lo abbraccia definitivamente considerando il suo libro ‘patrimonio del cattolicesimo italiano e in particolare della Chiesa fiorentinà. Siamo grati al Cardinale Betori per il notevole contributo dato per questo riconoscimento che per ben quattro volte, nell’arco di questi 56 anni, era stato richiesto”. Nel giugno scorso Papa Francesco si è recato a Barbiana per commemorare don Milani nel
50esimo anniversario della morte.

(Adnkronos) – Lo scorso 20 giugno, in occasione della storica visita del Papa a Barbiana, Michele Gesualdi ebbe un incontro a porte chiuse con Francesco nella cucina della canonica, che si concluse con un abbraccio tra i due.

Michele Gesualdi era nato a Bovino (Foggia) il 21 dicembre 1943. Quando era bambino, Michele Gesualdi fu strappato a un orfanotrofio da don Lorenzo Milani, del quale sui banchi della scuola di Barbiana divenne l’allievo prediletto. Michele fu uno dei primi sei allievi del priore di Barbiana.

 

Il 20 gennaio a Ghedi, contro le armi, per la pace

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Il Forum Contro la Guerra – Varese

http://www.forumcontrolaguerra.org/

 

organizza un pullman per raggiungere Ghedi (prov. di Brescia) per la manifestazione del 20 gennaio contro le armi atomiche.

Ecco le info logistiche:

– Costo andata e ritorno 12 euro a persona

– Ore 10:30 Partenza da Tradate (piazza del mercato)

– Ore 11:00 Partenza da Varese (piazzale delle FF.SS.)

– Ore 11:30 Partenza da Saronno (presso Lazzaroni – Ingresso autostrada)

– eventuale altra fermata a Gallarate o Busto Arsizio (nei pressi dell’ingresso autostrada) nel caso ci fossero gruppi consistenti da recuperare.

Fate circolare, per favore ed indicate al più presto le vostre disponibilità a partecipare.

Per prenotare il pullman scrivere a -o contattare- Elio Pagani:

eliopaxnowar@gmail.com

3313298611

Per Aderire alla manifestazione, scrivere a:

forumcontrolaguerra@gmail.com

 

Un progetto di accoglienza per la nostra comunità

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Tripoli, chiesa di San Francesco

 

Nei primi giorni di settembre alla Caritas parrocchiale si sono presentate due persone: Anthony e Vida Biney, una coppia Ghanese arrivata il 22 agosto in Italia dalla Libia con un visto turistico e il desiderio di rifarsi una vita dignitosa.

Hanno vissuto per 23 anni a Tripoli esercitando la professione di insegnanti in una scuola per stranieri. Negli ultimi tre anni la scuola non ha elargito più gli stipendi e non ha offerto più alcuna garanzia a chi vi insegnava, né agli studenti. Le condizioni di vita in Libia sono molto peggiorate in questi anni, ogni spostamento è divenuto pericoloso e i loro risparmi si sono volatilizzati.

Anthony e Vida facevano parte della comunità cristiano-cattolica di Tripoli dove erano impegnati attivamente, soprattutto come coppia guida nei percorsi di preparazione al matrimonio e nel sostegno ai bisognosi, ma per loro le condizioni si sono fatte via via più difficili, per cui hanno investito gli ultimi averi in questo viaggio in Italia.

La possibilità di ritornare in Ghana per Anthony è complicata a causa della sua appartenenza ad una famiglia importante, coinvolta in faide di potere territoriale, che hanno determinato la perdita del padre e del fratello. Nei due tentativi di ritorno nel suo Paese, ha dovuto scappare per non incorrere nella stessa fine. A lui non interessano queste faide, ma per gli altri lui rappresenta un pericolo.

Poiché non erano a conoscenza delle leggi italiane, appena atterrati a Malpensa, sono andati in un motel dove sono rimasti per alcuni giorni senza sapere come muoversi. Quando hanno incontrato la Caritas parrocchiale ed hanno potuto avere un colloquio informativo, era ormai troppo tardi per una richiesta d’asilo con sostegno, e con il visto turistico non avevano alcun’altra possibilità di rimanere oltre la scadenza. Così dopo vari colloqui e consigli, è stata fatta la richiesta d’asilo, ma senza il diritto di rientrare nel circuito dell’accoglienza.

Attualmente sono ospitati temporaneamente presso una famiglia di Travedona ed attendono il rilascio di un documento che gli consentirebbe di avere il codice fiscale e quindi di fare un contratto di comodato per un piccolo appartamento messo gratuitamente a disposizione da parte di un privato.

Già questi gesti sono un segno di come la nostra comunità si possa attivare nell’accoglienza, in maniera semplice e spontanea e ci invitano a partecipare a questa esperienza fraterna. Visto che non hanno alcun sostegno da parte dello stato, se non a livello sanitario, la Comunità Pastorale e l’associazione “I Care” si sono rese disponibili a sostenere questa coppia confidando anche sulla vostra partecipazione.

Per chi volesse incontrarli può chiamare il 347 95 90 670
Per chi volesse contribuire per il loro sostentamento, potete rivolgervi alla Caritas di Travedona, oppure fare un bonifico all’associazione I Care, indicando nella causale “progetto Anthony e Vida” IBAN IT17X05 0180 1600 0000 1138 1084 Banca Etica.

Domenica 26 novembre al teatro “S. Amanzio” di Travedona “Similmente diversi” per dialogare tra le fedi

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Chiuso il trittico di film sul dialogo interreligioso, “Fedi in gioco” ospita al cineteatro S. Amanzio “Similmente diversi – Come la fede aiuta a cogliere la bellezza della diversità avvicinando popoli e culture”, non una conferenza, ma un modo d’incontrare esperienze di persone che si trovano a vivere in condizioni a volte molto difficili, una posizione di minoranza, culturale o religiosa. Vi aspettiamo

 

Venerdì 24 novembre alla sala “La Marna” di Sesto Calende incontro con le scuole sul tema della violenza contro le donne

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Il nostro progetto, dal titolo LA LIBERTA’ NELLE REGOLE, ha ottenuto un importante contributo da parte della Fondazione “La Sorgente” e avrà come obiettivo di sensibilizzare gli studenti su temi oggi fondamentali come la violenza di genere, il cyberbullismo e la corruzione. Temi nei confronti dei quali gli studenti saranno chiamati a prendere una posizione critica che permetta loro di apprezzare la legalità e il rispetto delle regole, come luoghi in cui sentirsi liberi e non oppressi. Il progetto debutterà venerdì 24 novembre, alle ore 9.30, presso la sala “La Marna” di Sesto Calende con un’importante conferenza dal titolo “La violenza contro le donne”. Interverranno: Marilena Guglielmetti (criminologo investigativo), Nicoletta Romanelli (Psicologa e psicodiagnosta), una donne vittima di violenza seguita dall’associazione “Donna si- cura”, un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri.

Art. 3 della Costituzione: “tutti gli uomini sono uguali”

Il progetto, in occasione dei settant’anni della nostra costituzione (li compirà il 27 dicembre prossimo), prendendo spunto dall’art. 3 («Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese») vuole focalizzare l’attenzione su due macro-temi, oggi di grande attualità: la violenza di genere e la corruzione. Problemi che, nella realtà quotidiana, smentiscono clamorosamente l’art. 3. Infatti le vittime, sia di violenza che di ricatti economici, vivono una condizione di debolezza e di sudditanza che le rende particolarmente fragili ai fenomeni criminali. La violenza di genere e la corruzione sono intesi quali aspetti di una medesima modalità d’agire ai fini della sopraffazione del più debole, nonché sintomi di grave fragilità etica e culturale.
Il nostro progetto è di conseguenza diviso in due parti: una prima che avrà come focus la violenza di genere e il cyberbullismo e una seconda che, nella seconda parte dell’anno scolastico, metterà al centro il tema della corruzione e della legalità.

Prossimo appuntamento

Il 5 dicembre, all’auditorium Gavirate, ore 8.45 e, successivamente, ore 11.15, alla sala “La Marna”, Sesto Calende, secondo incontro con le scuole dal titolo “La violenza corre on line”. Intervengono: Paolo Picchio (papà di Carolina, vittima di cyberbullismo), Marilena Guglielmetti (criminologo investigativo), Roberta Donati (associazione “No violenza donna)

Finalità educative del progetto

Il Progetto LA libertà nelle regole vuole responsabilizzare i ragazzi delle scuole sui fenomeni di cui sopra che spesso vengono sottovalutati o minimizzati, amplificandone quindi la pericolosità. Solo una coscienza critica da parte dei ragazzi nell’uso dei social media, nel rispetto delle regole e delle diversità, si potranno contenere, ed eventualmente denunciare, situazioni potenzialmente criminose.

I nostri partner

Partecipano al progetto le seguenti scuole: IC comprensivo “G. Leva” di Travedona Monate, IC “G. Ungaretti” di Sesto Calende, ISIS “E. Stein” di Gavirate, IIS “Dalla Chiesa” di Sesto Calende, altri Istituti Comprensivi dei Comuni dell’Alto Varesotto. Tutte le scuole interessate fanno parte della rete CPL – Centro Permanente di promozione della Legalità con sede presso il Liceo “Crespi” di Busto Arsizio. Le classi interessate saranno le terze delle scuole secondarie di primo grado e quelle delle scuole secondarie di secondo grado. Inoltre: A.C.L.I. di Gavirate, Comune di Gavirate, Comune di Besozzo, Comune di Comerio, Associazione “Donna sicura”, A.N.P.I. di Sesto Calende.

 

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