Siamo stati chiamati in causa, ci tocca replicare al Comune di Travedona Monate

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C’è un modo più subdolo di vietare, che non è quello di porre divieti. È quello di mettere continui ostacoli che si vogliono, per convenienza, chiamare regole. Regole che si chiede vengano rispettate, guarda caso, solo da alcune associazioni come la nostra. Noi di I CARE abbiamo chiesto il patrocinio, per Tacalaspina music street festival, per iscritto in data 19 gennaio 2017 (protocollo n. 661) all’amministrazione comunale. Patrocinio che, ad oggi, non ci è stato ancora concesso. Senza il patrocinio potremmo essere costretti a pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico. Questo per un’associazione che organizza una festa anzitutto per il paese, ci pare inaccettabile.  Abbiamo chiesto al sindaco tre appuntamenti (12 gennaio, 2 febbraio, 23 febbraio). Appuntamenti che ha sistematicamente rinviato o disertato. Certo questo non è “vietare” ma “è fare in modo che non si possa fare”. E senza neanche avere il coraggio di metterci la faccia.

Il direttivo di I CARE

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