A Besozzo, grandi testimoni di pace in zone di guerra

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Martedì 28 marzo 2017, alle ore 21, presso la Sala Mostre del Comune di Besozzo, tre testimoni d’eccezione ci dipingeranno grandi storie di guerra e di pace che oggi coinvolgono alcune delle zone più “calde” del pianeta. Calde non per il clima, ma per le tragedie che le dilaniano e che sembrano non avere fine. Drammatiche storie di guerra, ma anche di pace come quella del Cloun Il Pimpa (alias Marco Rodari) che proprio in quelle zone cerca, attraverso il sorriso, di prendersi cura dei bambini che hanno subito traumi sia fisici che psichici. Come padre Daniele Moschetti, superiore provinciale dei Comboniani in Sud Sudan, dove è in corso una delle crisi umanitarie più grandi (e meno conosciute) al mondo che ci sollecita a “rompere il silenzio per evitare un nuovo genocidio”. Come don Renato Sacco, sacerdote novarese coordinatore nazionale di Pax Christi, già protagonista con don Tonino Bello della marcia a Sarajevo nel 1992, ed oggi fortemente critico nei confronti delle spese militari per gli F35. Un titolo provocatorio “Uomini si nasce, migranti si muore” per una serata che promette emozioni forti.

La preside “agricola” che rivoluziona la scuola

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presideMariaDeBiase

L’avventura della preside Maria De Biase (nella foto) ha inizio nell’istituto comprensivo Teodoro Gaza di San Giovanni a Piro – in Cilento – dove ha dato vita a una vera rivoluzione, un cambiamento che passa attraverso le tradizioni più antiche del territorio. La preside napoletana si è presentata alla scuola con progetti di educazione alla ruralità e con una “dichiarazione di guerra” alle merendine confezionate. Dopo il suo arrivo hanno cominciato a consolidarsi buone pratiche quotidiane: la creazione di orti sinergici, il compostaggio e l’arrivo di “Bidolio”, un contenitore per la raccolta di oli esausti dai quali viene poi prodotto il sapone.

Un gioco da bambini

Tutto diventa un gioco da bambini. Nella mensa scolastica gli alunni vengono riabituati ai sapori genuini e sono serviti solo i prodotti che la terra produce: il verde non fa storcere il naso e i bambini mangiano fave e piselli a pranzo, pane e marmellata a colazione, pane e olio per merenda. Si chiamano eco-colazione e eco-merenda senza piatti né bicchieri di carta o plastica, tutto è rigorosamente organizzato nel rispetto della filosofia “Rifiuti Zero”. Quanto di Barbiana c’è in questa scelta? Molto e, ne siamo certi, anche don Lorenzo ne sarebbe orgoglioso.

Una scelta anche economica

L’esperienza avviata qui è ormai matura, assimilata dai bambini e gestita con entusiasmo da docenti e genitori. La preside De Biase ha gettato i semi per il cambiamento anche in altre due scuole e il suo operato è stato riconosciuto e apprezzato anche da alcune amministrazioni locali: “le mie scelte sono dettate da precisi obiettivi educativi”, ha spiegato la preside ad Andrea Degl’Innocenti che l’ha intervistata nel novembre scorso, “ma portano anche notevoli risparmi economici che, soprattutto in tempi di crisi, non possono che aiutare nella gestione complessiva del bilancio”.

Se vuoi approfondire e vedere il video:

http://www.italiachecambia.org/2014/05/scuola-buone-pratiche-ruralita-cilento-preside-de-biase/

Quei bravi ragazzi figli di una “buona” scuola

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La notizia è di questi giorni. Una bidella entra nelle classi di una scuola media del Nord Italia. Ha in mano una circolare del ministero che recita così: «A partire da oggi, con effetto immediato, gli alunni con entrambi o anche solo un genitore di origine non italiana seguiranno le lezioni in un’aula diversa rispetto a quella del resto della classe». Gli albanesi e i marocchini, e poi i cubani, i bielorussi, i romeni, i nigeriani, i peruviani e i filippini, increduli, si alzano per uscire. Soltanto i loro compagni italiani si ribellano, si mettono davanti alla porta, protestano, piangono, vogliono parlare con la preside, scrivere al ministro: «Sono come noi». Avevano appena studiato le leggi razziali del 1938. In realtà la circolare è falsa, è un test “psicologico” per vedere cosa sarebbe successo. Solo gli alunni “italiani” ne erano inconsapevoli. I compagni “stranieri” e le insegnanti si erano messi d’accordo. In molti “gridano” al miracolo: “Finalmente qualcosa di buono”. Certo, ma “pilotato” a fin di bene.

Formare le coscienze

Bella storia. Ma cosa sarebbe successo se quei ragazzi non avessero studiato le leggi razziali del 1938? Forse niente o forse… chissà. Questo per dire (e per dirla con don Milani) che “la scuola […] è l’arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare in loro il senso della legalità […], dall’altro la volontà di leggi migliori, cioè di senso politico […]”. Dobbiamo smetterla con il mito del buon selvaggio (e di una coscienza “buona di per sé”). A tutti noi, genitori e insegnanti, ci aspetta un compito difficilissimo: formare le coscienze di domani. E su come fare ci viene ancora in aiuto il Priore. “Non c’è scuola più grande che pagare di persona […] influire con la parola e con l’esempio […]. E quando è l’ora non c’è scuola più grande che pagare di persona un’obiezione di coscienza. Cioè violare la legge di cui si ha coscienza che è cattiva e accettare la pena che essa prevede“. (da Lettera ai giudici)

http://www.lastampa.it/2017/03/07/cultura/opinioni/buongiorno/qualcosa-di-buono-rU52Pki5elaC8ffCUZUztM/pagina.html

Mapendo Africa Sound in concerto

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Domenica 12 marzo 2017 – ore 21 – Cineteatro “S. Amanzio”

I Mapendo Africa Sound nascono nel 2011 dall’incontro di alcuni componenti della tribute band “Friends of Sand Creek” con il giovanissimo cantautore congolese Valentin Mufila, giunto in Italia alla fine del 2010 per ricongiungersi alla madre e trovare una vita più dignitosa nel nostro paese. Si esibiscono domenica prossima al Cineteatro “S. Amanzio” con uno spettacolo in cui, attraverso le canzoni di Valentin, si approfondisce, divertendosi e ballando, le realtà africane più dolorose come quelle dei bambini soldato e dello sfruttamento delle risorse locali. Ingresso 5 €

Barcellona vuole i rifugiati. E scende in piazza per “ottenerli”

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epa05802462 Thousands of people march under the slogan 'Stop excuses. Let's take in now' during a demonstration organized by entities supporting the campaign 'Casa Nostra, Casa Vostra' (lit: Our Home, Your Home) to call for the reception of migrants and refugees in Barcelona, northeastern Spain, 18 February 2017. EPA/ALBERTO ESTEVEZ

Oltre 160mila persone, secondo la polizia (circa 500mila secondo gli organizzatori), hanno partecipato a una manifestazione a Barcellona per chiedere che il proprio Paese accolga «da adesso» le migliaia di rifugiati che si era impegnata ad ospitare nel 2015. La sindaca di sinistra della seconda città spagnola, Ada Colau, aveva lanciato un appello ai manifestanti a «riempire le strade» in questa marcia intitolata «noi vogliamo accogliere» («volem acollir», in catalano). Visti i tempi, un corteo davvero controcorrente, che ci sentiamo di sostenere.

http://www.lastampa.it/2017/02/18/esteri/barcellona-scende-in-piazza-vogliamo-i-rifugiati-7QPB7Xy9kwUZ12Bh8J0UCI/pagina.html

Giornata mondiale contro la tratta di persone

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8 febbraio 2017

Il 90% dei migranti arrivati in Europa negli ultimi anni è vittima dei trafficanti di esseri umani. Molti di loro sono ridotti in condizione di vera e propria schiavitù per lo sfruttamento sessuale e lavorativo. Nel mondo sono tra i 21 e i 35 milioni le vittime di tratta e lavoro forzato. E in Italia il fenomeno riguarda dalle 50 alle 70 mila donne costrette a prostituirsi e circa 150 uomini, in gran parte giovani migranti, sfruttati per il lavoro forzato. Sono i nuovi schiavi del XXI secolo.

Se vuoi saperne di più vai su:

http://www.iexist.it/wp-content/uploads/2017/01/INFOGRAFICA_trafficking_2017_Mani_Tese_HQ.pdf

Due nuovi libri su don Milani

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A cinquant’anni dalla morte di don Lorenzo (e altrettanti dalla prima edizione di “Lettera a una professoressa”), sono uscite a breve distanza l’una dall’altra due nuove pubblicazioni su don Lorenzo Milani: “Don Milani, l’esilio di Barbiana di Michele Gesualdi, San Paolo Edizioni; e “Don Lorenzo Milani, prete, maestro e cittadino” di Giancarlo Loffarelli, Pazzini Editore. Invitiamo ovviamente tutti i nostri soci alla lettura. Soprattutto il libro di Gesualdi mostra tutto l’affetto del discepolo nei confronti del maestro e rivela anche inedite tenerezze del priore (del quale, sovente a ragione, si mostrano solamente i lati più ruvidi). ai seguenti link recensioni e approfondimenti:

http://www.famigliacristiana.it/articolo/don-lorenzo-milani-lesilio-di-barbiana.aspx

http://www.adista.it/articolo/56987?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=google_mail&utm_source=email

I migranti? Ospitateli a casa vostra!

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L’appello lo ha lanciato il Comune di Milano: si cercano volontari che ospitino per un periodo un immigrato. Un esempio virtuoso da seguire, ma il nemico dell’accoglienza è la paura

Quante volte ci siamo sentiti dire: “Vuoi ospitare gli immigrati? Allora portali a casa tua”. Ma spesso è la paura a frenarci. Chi mi metto in casa? Uno sconosciuto che non so da dove viene e che cosa può fare? Come si gestisce una persona che probabilmente ha subito dei traumi? E come si conciliano le differenze culturali? C’è qualcuno che queste paure le ha superate con l’aiuto e l’assistenza di cooperative e associazioni (tra cui Refugees Welcome Italia). Il Comune di Milano, con l’assessore al welfare Pierfrancesco Majorino, ha avviato un progetto per cercare famiglie disposte a ospitare i migranti, con un contributo di 350 euro al mese. Hanno risposto all’appello 50 famiglie.
Ad esempio, a Milano, la famiglia di Elisa Accornero, psicologa che, insieme al marito Francesco ha aperto la porta a Banta (nella foto sopra), ragazzo ghanese con i rasta e il sorriso trascinante.  Il rischio più grosso che ha corso? «Quello di pensare a Banta come a una vittima. Se pensi di accogliere una vittima ti metti in una posizione sbagliata, gli togli potere e rispetto; e poi non tutti scappano da una guerra. Sono esseri umani in cerca di una strada, non per forza vittime di qualcosa».
Il vero banco di prova è la convivenza. «Bisogna accettare tutte le parti dell’altro, non solo l’aspetto fragile e debole. Se ti senti superiore, alla prima volta che ti lascia i piatti da lavare ti incavoli, perché pensi di essere in credito».

Leggi tutto l’articolo:

http://www.iodonna.it/attualita/famiglie/2016/12/05/migranti-ecco-le-famiglie-che-li-hanno-portati-a-casa/

http://refugees-welcome.it/

Ebree, musulmane e cristiane insieme per la Pace

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In Israele è avvenuto un piccolo grande miracolo quasi completamente ignorato dai Media: migliaia di donne ebree, musulmane e cristiane hanno camminato per 200 km insieme per la pace verso Gerusalemme. Alla marcia ha preso parte anche l’attivista liberiana e premio Nobel per la pace 2011, Leymah Gbowee. Nel nuovo video ufficiale del movimento Women Wage Peace, nato in Israele nel 2014, la cantante israeliana Yael Deckelbaum canta la canzone Prayer of the Mothers, “La preghiera delle Madri”, insieme a donne e madri di tutte le religioni, mostrandoci che la “musica” sta cambiando e deve cambiare. Un miracolo tutto al femminile che vale più di mille parole…

http://kabbaland.com/MLH/la-preghiera-delle-madri-ebree-musulmane-cristiane/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/08/ebree-musulmane-e-cristiane-in-marcia-per-la-pace-un-video-e-una-canzone-per-levento-in-israele/3245754/

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