Facebook è morto, oggi c’è Fakebook

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Un momento della manifestazione dei movimenti per l'abitare e dei migranti ex occupanti del palazzo di via Curtatone scesi di nuovo in piazza con un'assemblea pubblica in via di Ripetta, nel cuore di Roma, 7 Settembre 2017. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI
Un momento dello sgombero dei migranti ex occupanti del palazzo di via Curtatone a Roma, 7 Settembre 2017. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

 

Tempi duri per i migranti. Le ultime settimane hanno visto un’inaudita recrudescenza dei moti di insofferenza e violenza nei confronti dei migranti. Non c’è verso di far capire alla gente come viviamo in una grande (ir)realtà virtuale dell’informazione, dove le fake news spopolano proprio perché i media stessi sono falsi. Da Facebook a Fakebook. La lotta, per una corretta informazione, diventa sempre più dura e impari. Ma non dobbiamo mollare, perché comunque vada, vincitori e vinti saremo tutti travolti da questo flusso di esseri umani (assolutamente da vedere il documentario “Human Flow” del genio cinese Ai Weiwei). In realtà è una “Human flood”, un’alluvione che è solo all’inizio, e non si fermerà certo coi muri e coi cannoni.

Bisogna vaccinarsi, altrimenti si diventa dei mutanti senza accorgersene. Bisogna leggere notizie etiche, cioè vere. Vogliamo aiutarvi consigliandovi la lettura di due articoli importanti sui migranti pubblicati dal quotidiano cattolico “Avvenire” in questi giorni.

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/aiutiamoli-a-iniziare-da-casa-nostra

https://www.avvenire.it/attualita/Pagine/camera-presidente-boldrini-campagne-odio-disinformazione-sui-migranti


Grande successo per il Cenaforum 2017

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La fortunata “formula” che unisce cinema&cibo, quest’anno dedicata all’Europa dell’Est, ha riscosso l’apprezzamento di tutti i soci partecipanti. Qui di seguito, qualche immagine suggestiva delle tre serate che hanno visto protagoniste le tradizioni gastronomiche di Polonia, Bulgaria e Ucraina.

Polonia

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Bulgaria

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Ucraina

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Grazie Papa Francesco!

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Grandissimo merito va a questa visita di Papa Francesco a Barbiana. Soprattutto per il suo significato più evidente: aver accolto a pieno titolo in seno alla chiesa, come profeta e santo, don Lorenzo Milani. Sappiamo quante volte -dagli anni Cinquanta ad oggi- la sua figura e il suo pensiero siano stati fraintesi e travisati, nonostante don Lorenzo sia stato sempre, per sua precisa volontà, fedele servitore della Chiesa, dalla quale mai volle separarsi (nemmeno con il pensiero). Ci sono voluti cinquant’anni (e il gesto di un Papa che non finisce mai di stupirci), ma alla fine su don Lorenzo non grava più alcuna ombra di “eterodossia” e la lettura dei suoi scritti non può più dirsi “inopportuna”. Evviva!

Ecco una piccola gallery fotografica di questa visita storica.

Foto Osservatore Romano - LaPresse 20-06-2017 Barbiana - Italia crpnaca Il Santo Padre Francesco in Pellegrinaggio a Barbiana sulla tomba di Don Milani DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE
Foto Osservatore Romano – LaPresse
Foto Osservatore Romano - LaPresse 20-06-2017 Barbiana - Italia crpnaca Il Santo Padre Francesco in Pellegrinaggio a Barbiana sulla tomba di Don Milani DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE
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Pope Francis talks during a visit to the tomb of influential 20th century Italian priest don Lorenzo Milani in Barbiana, Italy June 20, 2017. REUTERS/Max Rossi
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Pope Francis talks during a visit to the tomb of influential 20th century Italian priest don Lorenzo Milani in Barbiana, Italy June 20, 2017. REUTERS/Max Rossi
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Pope Francis attends a visit to the tomb of influential 20th century Italian priest don Lorenzo Milani in Barbiana, Italy June 20, 2017. REUTERS/Max Rossi
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Pope Francis prays during a ceremony in Barbiana, near Florence, Italy, at the tomb of Don Lorenzo Milani, Tuesday, June 20, 2017. Pope Francis is making a pilgrimage to northern Italy to honor two 20th-century parish priests, Don Lorenzo Milani and Don Primo Mazzolari whose commitment to the poor and powerless brought them censure from the Vatican. ANSA/OSSERVATORE ROMANO PRESS OFFICE ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++
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"Ringrazio il Signore per averci dato sacerdoti come don Milani", è il pensiero scritto da papa Francesco sulla pagina quadrettata del libro degli ospiti di Barbiana (Firenze), 20 giugno 2017. ANSA/ OSSERVATORE ROMANO +++ HO - NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
“Ringrazio il Signore per averci dato sacerdoti come don Milani”, è il pensiero scritto da papa Francesco sulla pagina quadrettata del libro degli ospiti di Barbiana (Firenze), 20 giugno 2017. ANSA
Pope Francis prays during a ceremony in Barbiana, near Florence, Italy, at the tomb of Don Lorenzo Milani, Tuesday, June 20, 2017. Pope Francis is making a pilgrimage to northern Italy to honor two 20th-century parish priests, Don Lorenzo Milani and Don Primo Mazzolari whose commitment to the poor and powerless brought them censure from the Vatican. ANSA/OSSERVATORE ROMANO PRESS OFFICE ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++
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Pope Francis prays during a ceremony in Barbiana, near Florence, Italy, at the tomb of Don Lorenzo Milani, Tuesday, June 20, 2017. Pope Francis is making a pilgrimage to northern Italy to honor two 20th-century parish priests, Don Lorenzo Milani and Don Primo Mazzolari whose commitment to the poor and powerless brought them censure from the Vatican. ANSA/OSSERVATORE ROMANO PRESS OFFICE ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++
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Con l’estate torna il CENAforum: protagonista l’Europa dell’Est

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A grande richiesta torna il CENAforum, la cucina estiva all’aperto più apprezzata da soci e non soci, allestita da I CARE nella cornice suggestiva del cineteatro “S. Amanzio” di Travedona. Il tema di quest’anno sarà quello dell’Europa dell’Est: sia per l’altissimo livello del suo cinema (spesso trascurato dalla grande distribuzione), sia per la ricca tradizione culinaria dalle influenze balcaniche ed ebraiche. Nel corso delle tradizionali 3 serate (il 23 e il 30 giugno e il 7 luglio, tutti venerdì, alle 20.45), Polonia, Ucraina e Bulgaria saranno i Paesi “messi a fuoco”.

Il tema scelto quest’anno è un’occasione per conoscere e far venire alla luce tanti lavoratori e lavoratrici di questi paesi che vivono stabilmente in Italia (e magari si sono pure accasati/e) oppure prestano la loro professionalità nell’ombra. Sappiamo, ad esempio, quanto contano nelle nostre vite (e in quelle dei nostri anziani parenti) le badanti provenienti da quei Paesi così lontani, ma così vicini. Un’importanza ormai imprescindibile che, secondo noi, è giusto riconoscere e festeggiare insieme almeno per qualche sera.

Ci saranno film epocali come “Film bianco” del genio polacco Kieslowski e un’anteprima assoluta come il bulgaro “Living legends” non ancora uscito in Italia. Le tradizioni gastronomiche di Polonia, Ucraina e Bulgaria saranno interpretate, come al solito, dai diretti protagonisti con la supervisione dello chef Marco Perucco che aggiungerà il suo tocco di classe.

Non mancate di iscrivervi prenotando al 331-2072100. Per l’ingresso è obbligatoria la tessera di I CARE 2017.

Ingresso film + cena 15 euro

Il Ministero dell’Istruzione ha “celebrato” la figura di don Milani

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Roma 05-06-2017 Un evento dedicato a Don Milani, alla sua figura e alla sua azione in campo educativo. Hanno partecipato, Luciano Fontana, direttore del ‘Corriere della Sera’ Maurizio Molinari direttore de ‘La Stampa’  Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”. Ci saranno poi gli interventi di Adele Corradi, la professoressa che aiutava Don Milani a Barbiana, di Renata Colorni, direttrice dei ‘Meridiani’, e di Paolo Landi, ex allievo di Don Milani. Concluderà la giornata la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Gennari Ph: Cristian Gennari/Siciliani
Roma 05-06-2017 – I partecipanti all’evento
Ph: Cristian Gennari/Siciliani

Roma, lunedì 5 giugno, una mattinata dedicata a Don Milani, alla sua figura e alla sua azione nel campo dell’educazione dei giovani, a cinquant’anni dalla sua scomparsa. “Insegnare a tutti” era l’obiettivo di Don Milani ed è anche il titolo dell’incontro che si è svolto alla sede del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), con esperti, testimoni e direttori di testate giornalistiche, alla presenza del ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. “Avere una scuola aperta ed inclusiva era l’obiettivo di Don Milani ed è l’impegno del mio ministero. Aperta ed inclusiva significa anche capace di parlare a chi è più emarginato, a chi è a rischio dispersione. Dobbiamo parlare a tutte le ragazze e ai ragazzi, anche e soprattutto ai più deboli, gli strumenti per essere preparati ad affrontare il futuro – ha detto la ministra Valeria Fedeli – la figura di Don Milani e la sua lezione sono ancora oggi uno straordinario strumento per educatrici ed educatori”. 

Don-Milani e i ragazzi

Don Lorenzo, modello per formare le nuove generazioni

La manifestazione è stata pensata e voluta per la scuola e per i giovani. Il ministro ha inviato  nei giorni precedenti una circolare a tutti gli istituti per invitare docenti e studenti a rileggere l’opera di Don Milani. “Sono felice che il Ministero apra per la prima volta, con un’iniziativa di riflessione condivisa, le proprie porte a Don Milani, il sacerdote ribelle che nel secondo dopoguerra, mosso da un profondo senso di giustizia sociale, ha dedicato la sua breve vita a istruire le più deboli e i più deboli per garantire loro, attraverso l’uso consapevole della lingua, il rispetto della dignità umana”, ha spiegato la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, nel corso del suo intervento. “Con questa giornata vogliamo che il suo spirito di democrazia e il suo senso di giustizia animino il confronto e la discussione nelle sale di questo edificio in cui vengono prese decisioni che riguardano il presente e il futuro della nostra società attraverso l’educazione e la formazione delle nuove generazioni”.

“Sono trascorsi 50 anni dalla morte del priore di Barbiana e stiamo assistendo a un momento di riappropriazione ragionata e critica della sua figura – ha spiegato Fedeli – della sua testimonianza, della sua opera e della sua eredità: in più luoghi e in differenti occasioni ci stiamo immergendo nella parola di Don Milani, nella scrittura e nei testi di questo prete e maestro che tanto ha segnato la storia del sistema di istruzione del nostro Paese e soprattutto il dibattito sulla scuola, ponendo all’attenzione di tutte e tutti su nodi e problematiche non di poco conto.

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Cinquant’anni fa “Lettera a una professoressa”

Papa Francesco che è intervenuto nei mesi scorsi nel dibattito su Don Milani ha detto: “Mi piacerebbe che lo ricordassimo come un credente innamorato della Chiesa anche se ferito, ed educatore appassionato con una visione della scuola che mi sembra una risposta alla esigenza del cuore e dell’intelligenza dei nostri ragazzi e dei giovani”. Credo che sia un ritratto fedele, per nulla ossequioso o edulcorato. Don Lorenzo Milani era esattamente questo. Lo dicono i suoi scritti, le sue opere, coloro che sono entrati in contatto con lui e hanno vissuto l’esperienza della Scuola di Barbiana, alcuni dei quali presenti qui oggi (tra cui Adele Corradi, l’insegnante che affiancò don Milani alla scuola di Barbiana, ndr)”.

“Approfondiamo la sua figura, andiamo a fondo per essere “sue allieve e suoi allievi” a distanza. Costruiamo un sistema di istruzione che intercetti le ambizioni di futuro delle ragazze e dei ragazzi. Di qualsiasi ragazza o ragazzo. Senza lasciare indietro nessuno. Per costruire – ha concluso la Fedeli – una comunità aperta, inclusiva, equa”. (Agi)

Il ricordo del presidente Mattarella

“Ricordare nelle scuole, a cinquanta anni dalla scomparsa, la figura di don Lorenzo Milani, sacerdote lungimirante e pedagogo innovativo, è iniziativa importante e doverosa. È infatti all’educazione e alla promozione umana e culturale dei giovani che il priore di Barbiana ha dedicato la sua intera esistenza. Il suo metodo, incompreso e talvolta osteggiato da alcuni, ha precorso il concetto di comunità educativa, oggi alla base della scuola moderna”. È quanto afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in occasione di un evento al Miur per ricordare la figura di don Milani. “Ma don Milani – sottolinea Mattarella – ha anche posto con forza la questione dell’uguaglianza tra cittadini e della rimozione delle barriere tra di loro. Suscitare tra gli studenti interesse per la figura di don Milani contribuisce alla crescita della coscienza civile delle nuove generazioni”.(ANSA).

 

I migranti sospesi tra il grigiore quotidiano e il sogno di una vita migliore

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Alle moltitudini di migranti che, dopo aver attraversato deserti e mari e avere guardato in faccia la morte dei propri compagni, giungono qui dove siamo noi che non smettiamo più di guardarli, si schiude finalmente il paradiso a lungo sognato, ossia l’Europa, l’Occidente. Ma ogni paradiso è preceduto da un limbo da attraversare e con il quale misurarsi, giorno dopo giorno, come in un rituale quotidiano di cui non sono ancora chiare modalità e confini. Un limbo fatto di case di ringhiera e ballatoi, di alloggi in anonimi condomini, che un tempo furono di altri emigranti, ma anche di tempi morti, pause di riflessione, gesti normali, ripetitivi…

Storie di neri di casa nostra

Il film mostra l’immigrazione da un’angolazione singolare, ossia non attraverso le immagini degli sbarchi, dei luoghi di detenzione temporanea, tanto care all’immaginario giornalistico televisivo, ma cogliendo le vite dei migranti in una zona grigia, una sorta di limbo sospeso tra la tragedia dell’arrivo e l’illusione e la speranza di una vita nuova. Filo conduttore del film sono le storie di Lamine, senegalese del Casamance, fuggito dal suo paese per ragioni politiche, novello scrittore, poeta e attualmente disoccupato, e di Valentin, giovane cantante e musicista congolese che vive con la madre anziana e sogna di diventare un grande artista africano, che si alternano alle vite di giovani profughi africani fuggiti dalla guerra, riuniti in alcuni appartamenti, in attesa di una nuova vita.

http://www.varesenews.it/2017/05/noi-i-neri-un-film-che-racconta-i-migranti/617946/

25 anni fa Falcone e Borsellino venivano uccisi dalla mafia. Non dimentichiamo!

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A 25 anni dalle stragi di Capaci (23 maggio 1992) e di via D’Amelio (19 luglio) dove morirono, uccisi dalla mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, è doveroso ricordare. E portare all’attenzione dei nostri ragazzi, due servitori dello Stato in una regione dove lo Stato, spesso, era assente. Fu per quello che morirono: perché, secondo le parole stesse di Falcone, furono abbandonati dallo Stato. Con loro morirono ben 8 uomini delle scorte che li accompagnavano. Quei due giudici segnarono lo spartiacque della lotta alla mafia. Un punto da cui non si può prescindere e da cui non si può più tornare indietro. Se oggi l’Italia, e la Sicilia, sono meglio di allora, lo si deve anche a loro.

Celebrazioni si susseguono in questi giorni in tutta la Penisola per ricordarne la memoria. Anche a Monate, presso la sala don Luigi Ponti, martedì 23 maggio alle ore 21, il Comune insieme all’associazione “Agende rosse” organizza la serata “Non c’è libertà senza legalità” per commemorare Falcone e Borsellino.

Visita a Barbiana a 50 anni dalla morte di don Lorenzo

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Barbiana

Il Comitato progetto Chernobyl onlus di Induno Olona organizza per venerdì 26 maggio una visita a Barbiana in occasione del 50º anniversario della morte di don Lorenzo Milani. Si parte in pullman alle 6 da Induno Olona (alle 6,15 da Varese, piazzale Ippodromo) e alle 11 circa si arriva a Barbiana, per la visita. Alle 13.30 colazione al sacco e alle 16 partenza da Barbiana, con ritorno previsto a Induno Olona attorno alle 20.

La quota di partecipazione è di 30 euro (10 per ragazzi e studenti)

I posti ancora disponibili sono una decina e il pagamento avviene direttamente sul pullman.

Per informazioni e prenotazioni telefono 0332 200286 – cell. 338 5080020 oppure via e-mail: emiliovanoni@libero.it

Il dottor Caligari e i terribili incubi dell’Europa pre-nazista

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L’opera, considerata il simbolo del cinema espressionista tedesco, in scena al “S. Amanzio” con la colonna sonora suonata live da Luca Pedroni e i Niton, nella versione magnificamente restaurata dalla cineteca di Bologna (quella che più si avvicina alla versione originale voluta dal regista Robert Wiene nel 1919). Il film gioca moltissimo con il tema del doppio, della pazzia e della difficile distinzione tra allucinazione e realtà, aiutato da una scenografia distorta e antiprospettica, caratterizzata da forme zigzaganti, affidata a Hermann Warm che assieme a due amici pittori e scenografi espressionisti Walter Reimann e Walter Röhrig crearono fondali su tela dipinta, ispirati dai modelli pittorici di Kirchner.

Nel 1919 Robert Wiene aveva scelto come accompagnamento musicale del film il sestetto per archi Verklärte Nacht di Arnold Schönberg.

Il gabinetto del dottor Caligari fu il film simbolo dell’espressionismo. Quando venne girato, nel 1919, l’espressionismo era già un movimento artistico noto e conosciuto, per cui il film ne segnò l’apoteosi, aprendo una nuova strada anche nella cinematografia. Quello che scuote e turba lo spettatore è la caratterizzazione delle inquadrature, girate in scenografie con spigoli appuntiti, ombre minacciose, strade serpentine che diventano vicoli ciechi. I personaggi recitano col volto pesantemente truccato, in particolare il sonnambulo, che ha gli occhi cerchiati di nero. Il mondo distorto è frutto della mente malata dei protagonisti. Il film è girato tramite lunghe inquadrature fisse, con poco montaggio, che crea una sorta di bidimensionalità, oltre all’impressione asfissiante che l’inquadratura sia chiusa su sé stessa, come se fosse un mondo a parte, al di fuori della quale non esiste niente.

Sul finale è stato braccio di ferro con il produttore Eric Pommer: in realtà per gli sceneggiatori Carl Mayer e Hans Janowitz (antrambi reduci dal fronte della prima guerra mondiale) il vero folle era il dottor Caligari, simbolo del potere istituzionale deviato che spersonalizza e annienta la volontà dell’uomo comune rendendolo un assassino. In questa paura nata dall’ombra della guerra, il peso della sconfitta e la preveggenza dell’avvento del nazismo, Siegfried Kracauer, in un suo celebre saggio, ha teorizzato “l’origine di una corrente che porterà da Caligari a Hitler attraverso un corteo di mostri e tiranni”.

Esistono ovviamente anche le citazioni più strane e divertenti, come ne Il secondo tragico Fantozzi di Luciano Salce, in cui il ragioner Ugo ottiene il posto di lavoro proprio per aver elogiato la pellicola, e nel videoclip del brano Heroine dei Suede, in cui vengono ripresi spezzoni del film. Nel 2005 ne è stato fatto un remake dal regista David Lee Fisher.

Un bando internazionale, lanciato nell’aprile 2012 dalla Murnau Stiftung, è stato vinto dal laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, che ha presentato la nuova versione restaurata del film (durata 75′) al 64° Festival di Berlino del 2014. Il film restaurato è stato distribuito nelle sale italiane nel febbraio 2016. La partitura musicale è stata affidata di a Timothy Brock. Questa è la versione che sarà proiettata al “S. Amanzio”.

Il protagonista di Dustur: “La costituzione mi ha salvato”

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Venerdì 12 maggio, cineteatro “S. Amanzio”, ore 21. Proiezione del film di Marco Santarelli “Dustur-La costituzione”. Storia di una conversione laica raccontata in prima persona dal protagonista del film Samad Bannaq, intervistato dal giornalista Diego Motta. In collegamento skype fratel Ignazio De Francesco, il monaco dossettiano che ha seguito Samad nel suo percorso di avvicinamento ai principi “sacri” della nostra costituzione.

Nel 2016 il documentario ha vinto il premio Extr’A – Razzismo brutta storia al 26° Festival del cinema africano, Asia e America latina di Milano. Il regista Marco Santarelli ha scelto di raccontare la sfida dell’integrazione raccontando un corso sulla Costituzione frequentato da un gruppo di detenuti nordafricani nella Casa circondariale Dozza di Bologna. Nel 2015, nell’arco di alcuni mesi, il carcere ha aperto le porte a esperti di islam, docenti universitari, mediatori culturali che si sono seduti al fianco dei detenuti per rileggere i diritti e i doveri sanciti dalla Costituzione italiana attraverso lo sguardo del mondo arabo e la lingua araba stessa, per terminare con la stesura di una nuova Carta costituzionale scritta dai detenuti stessi. Il corso è stato coordinato da fratel Ignazio De Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata – la comunità di Monte Sole fondata da don Giuseppe Dossetti -, esperto di spiritualità islamica.

Parallelamente alle lezioni per i detenuti all’interno del Dozza, il documentario segue la storia fuori dal carcere di un giovane marocchino che sta aspettando il fine pena e si impegna per ricostruirsi una vita in Italia all’interno della legalità. 

Il dialogo fra le culture si può instaurare sulla base del confronto fra le Carte Costituzioni, le norme civili, i diritti e i doveri che regolano la società di Paesi diversi. Cosa vuol dire libertà di espressione? E cosa significa difendere la libertà religiosa? E’ lecito cambiare il proprio credo, convertirsi dall’islam al cristianesimo e viceversa? 

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